Dopo tre round corsi fuori dai confini europei, la Formula 2 è tornata la scorsa settimana a Montecarlo per il quarto weekend di gara di questo 2026. Le premesse in quel di Monaco erano ovviamente la leadership di Minì e del suo team, MP Motorsport, ma non con troppi punti di vantaggio. Il weekend monegasco, oltre a essere noto per le sue insidie, è anche l’unico a riservare una programmazione diversa e la divisione in due gruppi per le qualifiche.
Sprint Race dominata da León
Lungo le iconiche vie del Principato, il messicano Noel León ha portato a casa la gara con una prestazione notevole. Partito dalla Pole grazie alla griglia invertita, è rimasto al comando per ogni singolo giro. Ha conquistato così la sua seconda vittoria della stagione, gestendo bene la pressione di Bilinski nei giri iniziali e riuscendo a staccarsi dagli inseguitori di vari secondi. Il polacco ha dovuto a sua volta guardarsi le spalle dal recupero di Minì, per buona parte della gara rimasto staccato. Anche la gara di Dürksen non è stata particolarmente disturbata dagli altri piloti, ma più della quarta piazza non è riuscito a puntare.
La gara ha visto anche la rimonta riuscita ma poi annullata di Van Hoepen, penalizzato di 10 secondi, e il ritiro per problemi tecnici di Inthraphuvasak a pochi giri dal termine. Questo rende ancor più mirevole quanto fatto da per León, soprattutto perché fatto in uno degli scenari più prestigiosi e complicati del calendario.
Continua a comandare Campos anche in Feature Race
Nikola Tsolov ha ottenuto una grandiosa vittoria nella Feature Race del GP di Monaco, rilanciandosi prepotentemente nella lotta per il titolo. La gara sembrava inizialmente saldamente nelle mani del poleman Rafael Câmara, capace di gestire il ritmo e di rispondere colpo su colpo ai tentativi di riavvicinamento del pilota bulgaro della Campos. La svolta decisiva è arrivata al giro 33, subito dopo la serie di pit-stop. Câmara, rientrato in pista ancora con gli pneumatici freddi e pedinato da Tsolov, ha commesso un errore fatale alla prima curva. Un piccolo bloccaggio lo ha costretto ad andare dritto, ponendo fine alla sua corsa e congelando momentaneamente le posizioni con la VS Car. Tsolov ha così ereditato la leadership, tagliando il traguardo davanti ad Alexander Dunne, autore di una gara solida e priva di sbavature.
Il vero colpo di scena per l’ultimo gradino del podio è arrivato invece proprio all’ultimo giro, quando Dino Beganovic ha completato un gran sorpasso ai danni di Kush Maini, che era appena rientrato dalla sua sosta obbligatoria, strappandogli la terza posizione. Ne è uscito deluso invece Minì, che ha conquistato solamente una undicesima piazza. A Barcellona l’italiano dovrà senz’altro guardarsi le spalle dal bulgaro, che ormai gli sta col fiato sul collo.
