di Luca Benedettucci
A Spa-Francorchamps il team britannico si prende tutto, dalla pole di Camara, alla vittoria della gara lunga sempre del brasiliano, con in mezzo la vittoria di Dürksen nella sprint.
Qualifiche e sprint race
Il venerdì belga parte con il miglior tempo del leader del campionato Tsolov nelle prove libere, che anticipa Stenshorne e Varrone. Il bulgaro della Red Bull non riuscirà poi a ripetersi nelle qualifiche, in cui conclude quarto. A metterla in pole, invece, sarà Rafael Camara, che ottiene la sua quarta partenza dal palo in Formula 2. In prima fila con il brasiliano, invece, partirà Inthraphuvasak, seguito da Dunne e Tsolov. Solo sedicesimo Minì, primo inseguitore del pilota bulgaro in campionato.
Nella sprint race partono bene i due in prima fila, Montoya e Stenshorne, con il norvegese che passa il colombiano al Kemmel e prende la leadership subito. Partenza negativa, invece, per Bilinski, che non mantiene la terza posizione, venendo sorpassato da varie macchine. Sfrutta l’occasione Dürksen, che si porta quindi alle spalle del duo di testa, battagliando con Montoya. Il paraguaiano passerò, poi, il pilota Prema al giro 6, poco prima dell’incidente che metterà fuori gara Shields, dopo una lotta con Miyata, causando l’ingresso della Safety Car. Tra il giro 10 e il giro 11 cambia il podio, con il pilota Invicta che passa Stenshorne, prendendo, quindi, la prima posizione, e Beganovic che sorpassa Montoya per la terza. La Safety Car tornerà presto in pista a causa dell’incidente di Bennett al tredicesimo giro. Alla ripartenza Dürksen mantiene la leadership, mentre dietro Montoya perde numerose posizione, passando dal quarto al nono posto. Il paraguaiano ritrova la vittoria che mancava da Melbourne, davanti a Stenshorne e Beganovic. Giornata difficile per Minì che conclude senza punti, costretto al ritiro.
Feature race
Nella gara lunga si conferma l’Invicta, con la vittoria, però, dell’altra vettura, quella di Camara, che trova la sua seconda vittoria stagionale, dopo il successo di Barcellona. Alla partenza rimane piantato Beganovic, mentre Minì colpisce l’altra Dams, quella di Bilinski, in curva 1, mossa che gli costerà una penalità di 5 secondi, con i due che riescono a ripartire. Il siciliano si riaccoda, quindi, a fondo gruppo. Ottima la partenza di Inthraphuvasak, che sorpende il pole sitter. Al giro 3 va leggermente largo Tsolov dopo un ruota a ruota con Camara, rientrando comunque in terza posizione. al giro successivo, però, il bulgaro inizia a perdere ritmo, finendo in undicesima posizione al giro 6, mentre al giro 7 inizia il giro dei pit stop, in cui entra anche il leader della corsa Camara, che intanto aveva ripreso la prima posizione al quinto giro.
Il colpo di scena arriva all’ottavo giro, in cui Van Hoepen finisce contro le barriere, distruggendo la vettura, in cui si intravedono anche delle fiamme. Nessuna conseguenza, fortunatamente, per l’olandese. La direzione gara stoppa la corsa. La ripartenza vede davanti i piloti che non hanno ancora smarcato il pit stop, guidati da Dürksen. Camara riparte molto bene, passando in poco tempo dalla nona alla sesta posizione. Ennesimo colpo di scena a poco meno di 17 minuti dal termine, quando Fittipaldi finisce nella ghiaia. Alla ripartenza è un dominio di Camara che vince davanti a Inthraphuvasak e Tsolov, con un’ottima rimonta di Minì, finito quinto.
Tsolov consolida la sua leadership in campionato davanti a Minì e Camara.
Prossimo appuntamento a Budapest!