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Ci lascia Alex Zanardi, addio all’ex pilota di F1

di Carola Zanino

Addio all’ex pilota di F1, nonché atleta paralimpico. Alex Zanardi muore a 59 anni durante la serata di venerdì 1 maggio. A darne la notizia la famiglia.

Alex Zanardi e Antonio Fittipaldi. Immagine pubblicata dal profilo Instagram ufficiale di F1 in memoria del campione.

Esattamente dopo 32 anni dalla morte del campione Ayrton Senna, ci abbandona un altro grandissimo nome del mondo dei motori: Alex Zanardi.

È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio”. Queste sono le parole utilizzate dalla famiglia per annunciare la scomparsa di Alex.

Potremmo definirlo un supereroe del mondo contemporaneo, una persona diligente, pronta a lottare e a non abbattersi di fronte ad estreme difficoltà, una fonte di ispirazione per molti. Sicuramente la sua vita non è stata semplice, ma ha sempre saputo reinventarsi e far iniziare nuove fasi sportive.

Chi era Alex Zanardi?

La carriera automobilistica

Alex nasce nel 1966 a Bologna e si appassiona fin da piccolo ai motori, in particolar modo alle monoposto. Già dalla prima infanzia incominciano le sua difficoltà personali, infatti nel 1979 sua sorella rimane vittima di un incidente automobilistico.

A quattordici anni, suo padre gli regala il primo kart e si intuisce subito che Alex potrebbe avere un futuro brillante. Nel 1988 esordisce nella Formula 3 italiana, ma la prima vittoria arriva solo nel 1990.

Dalla Formula 3 passa poi alla Formula 3000 e, in seguito, nel 1991, alla Formula 1, dove è coinvolto in un primo grave incidente. A un episodio avvenuto fuori dai circuiti – in cui viene investito mentre si trova in bicicletta a Bologna – se ne aggiunge un altro durante le prove del Gran Premio del Belgio. Un guasto alle sospensioni provoca infatti lo schianto del pilota a oltre 240 km orari contro le barriere della pista, costringendolo a concludere in anticipo la stagione. Nonostante la perdita di conoscenza, riesce a uscire dall’incidente senza gravi lesioni.

Dopo un periodo di avvicinamento al Cart, Alex conclude ufficialmente la sua carriera in F1 nel 1998 dopo una pessima stagione con la Williams che lo aveva demotivato molto.

Nel 2001 torna negli Stati Uniti per gareggiare nel campionato CART. Fin dalle prime gare emersero diverse difficoltà: Zanardi faticava a trovare un buon assetto in qualifica e il team, ancora poco esperto, non riusciva a garantire prestazioni e competitività costanti. Di conseguenza, i risultati positivi furono piuttosto rari.

Il 15 settembre 2001, sul circuito del Lausitzring, si disputò una delle gare più drammatiche della sua carriera, nel quale avvenne il secondo tragico incidente di Alex. Partito dalla ventunesima posizione, Zanardi riuscì a compiere una straordinaria rimonta che lo portò al comando della corsa. A tredici giri dal termine perse improvvisamente il controllo della vettura che, dopo un testacoda, rimase ferma in traiettoria. In quel frangente sopraggiunsero ad alta velocità Patrick Carpentier e Alex Tagliani: il primo riuscì a evitare l’ostacolo, mentre il secondo impattò violentemente. L’urto avvenne nella sezione anteriore della vettura di Zanardi, in corrispondenza dell’abitacolo, causando la distruzione in due della monoposto Reynard-Honda.

Nonostante inizialmente la situazione apparisse tragica e quasi irrisolvibile, dopo tre giorni di coma, sedici operazioni e l’amputazione delle gambe dopo sei settimane di ricovero Alex Zanardi lasciò l’ospedale e iniziò un lungo percorso di riabilitazione, e tre mesi dopo si presenta in piedi alla cerimonia dei caschi d’oro a Bologna. Neppure questo drammatico evento riuscì però a fermare la sua determinazione: già nel 2002 tornò in pista a bordo di un’auto appositamente modificata.

La sua carriera automobilistica si è poi conclusa nel 2019, quando prese parte alla 24 Ore di Daytona al volante di una BMW M8 GTE, chiudendo la gara al trentaduesimo posto assoluto.

La carriera paraciclistica di Alex Zanardi

Oltre a essere un grande protagonista nel mondo dei motori, Zanardi si è affermato anche nel paraciclismo. Dopo aver perso entrambe le gambe in seguito all’incidente, intraprese infatti una carriera parallela nella handbike, gareggiando inizialmente nella categoria H4 e successivamente nella H5. L’atleta partecipò a maratone, Ironman, campionati mondiali e persino giochi paralimpici stabilendo in alcuni casi, come in quello dell’Ironman di Cervia, nuovi record.

Il terzo grave incidente della carriera di Alex Zanardi avvenne il 19 giugno 2020. Durante una manifestazione benefica in handbike, sulle strade del Senese, l’ex pilota rimase coinvolto in un violento scontro con un camion. 

A seguito di una perdita di controllo del mezzo, la handbike di Zanardi invase la corsia opposta proprio mentre sopraggiungeva il veicolo pesante, il cui conducente non riuscì a evitare l’impatto. Le condizioni dell’atleta apparvero fin da subito gravissime e dalla sua vita a seguito di quell’incidente non si seppe più molto.

Oltre all’attività agonistica, Alex Zanardi ha promosso numerosi progetti per la diffusione dello sport paralimpico, fondando iniziative come Obiettivo 3. L’obiettivo è quello di motivare e accompagnare giovani con disabilità verso l’handbike e lo sport in generale, sostenendoli in un percorso che può portarli fino alle competizioni internazionali più prestigiose.

È proprio la pagina Instagram di Obiettivo 3 a dare la notizia della scomparsa di Alex attraverso un post

Alex ci ha insegnato a non perdere mai il sorriso e ad avere un atteggiamento positivo verso la vita, anche davanti alle avversità che essa ci pone.

Carola Zanino

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