di Aurora Loffredo
Dopo sessant’anni dall’ultima vittoria di un italiano a Monza, Andrea Kimi Antonelli riesce a risvegliare l’orgoglio di un’intera nazione. L’impresa di Kimi al Tempio della Velocità ha qualcosa di eroico: non solo per l’indubbio valore sportivo, ma anche e soprattutto perché ha ridato la speranza ad un popolo che, ormai, aveva dovuto imparare ad accontentarsi. Antonelli, a soli 20 anni, è riuscito a riaccendere una passione che sembrava essersi affievolita nel tempo.
Monza è una delle tappe più attese del campionato, non solo dai tifosi ma anche dai piloti, per via del suo significato storico e sportivo. Ed è indubbio che anche Kimi la stesse attendendo con ansia.
Il Gran Premio d’Italia iniziava, per lui, con uno svantaggio che sembrava incolmabile: partire 19° significava sperare al massimo di arrivare ai piedi del podio. Tuttavia, non è stato così. Un’ottima partenza gli ha permesso di risalire alla dodicesima posizione prima dell’incidente di Leclerc, che ha provocato bandiera rossa e, pertanto, una seconda standing start. E dalla ripartenza qualcosa cambia: già entro il 19° giro, Antonelli è risalito in seconda posizione per lottare con George Russell. Nonostante i duelli, era stato poi il pilota britannico a spuntarla.
Nello stesso giro, una Virtual Safety Car, provocata da Stroll fermatosi in curva uno, permette ad Antonelli e Verstappen, gli unici due piloti ad essere andati sulla strategia su doppia sosta, di cambiare i propri pneumatici. Con una gomma media nuova, Antonelli riprende la sua rimonta. Al 37° giro si ritrova in seconda posizione, nuovamente dietro al compagno di scuderia, nel frattempo investigato per una presunta violazione del regime di bandiera gialla, anche se non sono stati presi ulteriori provvedimenti.
Dopo ben 26 sorpassi, Antonelli riesce a conquistare la leadership della gara, anche grazie al rapido deterioramento degli pneumatici di Russell. Quasi come se volesse rimarcare ulteriormente l’impresa che stava compiendo dinanzi al pubblico di casa, Kimi ha anche conquistato il miglior tempo in 1:23.504 all’ultima tornata.
Al termine della gara, Antonelli non è in grado nemmeno di parlare per via della forte emozione. Non ha solo conquistato la sua settima vittoria in carriera (e nella stagione), ma è riuscito a farlo a casa sua, dinanzi a una marea rossa che non ha potuto non emozionarsi per lui, sebbene non sia un pilota Ferrari. Ed è con questo clima che Kimi si dirige alle interviste e poi, sul podio, dove i tifosi gli dedicano “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri. E lì, il pilota italiano sembra quasi non voler abbandonare i festeggiamenti, sembra voler continuare a prendersi l’affetto dei tifosi e a cantare con loro.
Kimi non ha solamente conquistato una vittoria, ha conquistato una città, Monza, e un intero popolo, grazie al suo talento, alla sua caparbietà e alla sua umiltà. In “soli” 53 giri, Antonelli non ha solo riscritto la sua storia, ma anche quella della Formula 1, donandole una delle sue pagine più belle.
Crediti immagine in evidenza: Clive Rose/Getty Images