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Haas quarta in classifica: l’analisi delle scuderie di centro gruppo

Dopo il weekend appena concluso in Cina possiamo già notare la prima sorpresa dell’anno: la Haas, quarta in classifica costruttori, addirittura davanti alla Red Bull. Costante anche Racing-Bulls e in risalita Alpine. Audi nonostante qualche problema di affidabilità più che comprensibile, visto il debutto quest’anno, riesce a conquistare 2 punti. Deludente invece Williams, che era stata la migliore la scorsa stagione a centro gruppo. Cadillac deve ancora macinare chilometri, mentre Aston Martin si trova nel buio più totale. Andiamo dunque a fare un’analisi più approfondita delle scuderie di centro gruppo.

Haas: un inizio sorprendente

Un inizio ottimo e sorprendente per la Haas, che ricordiamo essere arrivata ottava l’anno scorso. Al momento si trova quarta, davanti a Red Bull, anche se molto probabilmente potrà essere solo la prima delle restanti sei squadre. In Australia Ollie Bearman ha ottenuto un ottimo settimo posto, grazie ad un’ottima gara e anche al ritiro di Hadjar che gli ha fatto guadagnare una posizione. Ha comunque convinto anche il compagno di squadra Esteban Ocon, undicesimo. Meno convincente il francese in Cina, che dopo un contatto, con anche scuse da parte sua, ha chiuso solo quattordicesimo. Ollie invece si riconferma conquistando un ottavo posto nella Sprint Race e un quinto posto in gara che vale molti punti. Andando nei dettagli, proprio in Cina la Haas ha portato la sua versione della piccola ala FTM, come quella montata su Ferrari. Un vantaggio, infatti quest’ala può essere usata solo queste due scuderie, poiché può essere montata solo se si ha un differenziale molto arretrato nel retrotreno: dunque è una scelta aerodinamica ormai difficile da replicare da parte dei rivali. Nelle due gare la Haas è riuscita anche a gestire molto bene il consumo gomme. Dal punto di vista tecnico la Haas è simile alla Ferrari per alcuni aspetti ma molto differente per altri. Per esempio l’air scoop, la presa d’aria sopra la testa del pilota, è di forma ovale a differenza di quello Ferrari che è molto più stretto. Dunque gli ingegneri della scuderia americana hanno deciso di posizionare alcuni radiatori nella parte alta dell’auto, migliorando il baricentro rendendolo più centrale. Le sospensioni sono “push road”, identiche a quelle Ferrari. Dal punto aerodinamico sorprende invece la paratia anteriore dell’ala anteriore che rende molto aggressiva questa parte del telaio.

L’ala FTM portata in Cina Crediti immagine: Alberto Naska via Youtube

Racing Bulls: costante ed equilibrata come l’anno scorso

Un inizio lineare e senza troppe sorprese da parte della Racing Bulls, che sembra riconfermarsi come la buona auto già vista l’anno scorso, sesta. Tutti e i due piloti hanno corso ottime gare: Arvid Lindblad ottavo e dodicesimo, Liam Lawson tredicesimo e settimo (anche nella sprint race). Tra i punti deboli però c’è la difficoltà nel raffreddare l’auto anche se al momento non sta creando problemi troppo gravi. Anzi, al momento a differenza della “sorella” Red Bull, ha avuto meno problemi di affidabilità. Dal punto di vista aerodinamico le VCARB montano sospensioni push road, con pance molto strette e molti radiatori posti sopra il motore. L’intercooler invece è posizionato sopra la testata e infatti si nota dall’air scoop di grandissime dimensioni. Vediamo però se durante la stagione non avrà problemi di affidabilità come la Red Bull.

L’air scoop della VCARB Crediti immagine: VCARB via Instagram

Alpine: un inizio che sa di rinascita

L’Alpine, dopo la disastrosa stagione appena conclusa, al momento si trova settima in classifica. In realtà però questo è un buon segno di “rinascita”. Infatti Gasly ha concluso le due gare a punti, decimo e sesto, mentre Colapinto quattordicesimo e decimo. Nella sprint race invece rispettivamente undicesimo e quattordicesimo. C’è ancora tanto da migliorare ma sicuramente questo inizio da qualche sicurezza in più alla casa francese. Per prima cosa la novità principale di quest’auto è la power unit Mercedes, per la prima volta infatti la scuderia di proprietà della Renault non monta un motore francese. Può essere un punto di forza in più sicuramente. Fondamentale anche l’aerodinamica, infatti si può notare che l’ala anteriore, molto diversa dalla concorrenza, dovrebbe sposarsi al meglio con la sospensione pull road. Push road invece alla posteriore. Proprio nella parte posteriore si nota il flap dell’ala che invece di azionarsi come un classico “DRS” si apre verso il basso. E ciò potrebbe consentire una migliore resistenza all’avanzamento e un vantaggio in frenata, facendo infatti scorrere l’aria più velocemente intorno all’ala così da recuperare carico aerodinamico più velocemente.

L’ala posteriore dell’Alpine Crediti immagine: formula1.pitstops via Instagram

Audi: prime certezze ma anche difficoltà

Un inizio caratterizzato da alti e bassi per l’Audi. La casa tedesca infatti ha conquistato solo due punti con Gabriel Bortoleto, nono, in Australia. In Cina invece Nico Hulkenberg ha concluso undicesimo. Gravi però le due mancate partenze, prima di Hulkenberg in Australia e poi con Bortoleto in Cina. Per tutti e due problemi tecnici sull’auto, ma anche comprensibili visto il debutto avvenuto quest’anno: d’altronde se scuderie come Mclaren non sono riuscite ad iniziare la gara. Proprio dal punto di vista del motore la base è ottima nonostante qualche difficoltà in partenza. Dal punto di vista del telaio ci sono tanti spunti, come le pance con gli ingressi verticali che poi continuano con una pancia molto scavata. Inoltre il flap posteriore è simile a quello di Alpine anche se con un pivot posizionato in maniera differente. Le sospensioni sono push road sia davanti che dietro. Nel complesso è sicuramente un’auto con tante potenzialità ancora da migliorare, soprattutto dal punto di vista dell’affidabilità.

La pancia molto “scavata” dell’Audi Crediti immagine: automoto.it

Williams: deludente rispetto all’anno scorso

Una Williams deludente in questo inizio di stagione, in particolare se paragonata allo scorso anno quand’era la migliore del centro gruppo. Unica gioia il nono posto di Carlos Sainz in Cina, che consegna almeno due punti al team inglese. In Australia dodicesimi e quindicesimi i due piloti, mentre in Cina Alexander Albon non ha neanche iniziato la gara per problemi tecnici all’auto. Quest’anno era già iniziato con qualche difficoltà, ancor prima del Gp d’Australia, con addirittura la mancata presentazione ai primi test prestagionali a Barcellona. Infatti il telaio non era riuscito a superare i crash test, anche a causa della difficoltà della gestione del peso derivata dal cambio di regolamento. La Williams ne è rimasta penalizzata, infatti per passare i crash test ha dovuto creare un telaio più pesante, diventando però “sovrappeso” di circa 20/30kg. Questo provoca un ritardo di quasi nove decimi a giro. Dal punto di vista dell’aereodinamica ha sospensioni pull road all’anteriore e push road al posteriore, come Mercedes. Alla sospensione pull road però presenta un disegno molto aggressivo. Interessante anche la scelta del ritorno del “rake”, ovvero l’assetto posizionato molto in avanti, per il quale l’auto è più bassa davanti rispetto a dietro. Questo aiuta il fondo a generare carico, ma rende l’auto anche più instabile e nervosa da guidare.

Evidenziato in giallo si può vedere l’effetto del “rake” Crediti immagine: williamsf1.com

Cadillac: ancora tanto lavoro da fare

Le prime due gare di Cadillac rispecchiano il prevedibile inizio di stagione della squadra americana. Al debutto in F1 era inevitabile avere qualche difficoltà, ma questi primi chilometri sono serviti a molto. Nonostante il ritiro di Valtteri Bottas in Australia, Cadillac ha concluso le altre gare in sedicesima e quindicesima posizione con Sergio Perez e in tredicesima con Bottas. Dunque un inizio comunque accettabile, neanche nelle ultime due posizioni. Un’auto caratterizzata da sospensioni pull road all’anteriore e push road al posteriore. Dal punto di vista aerodinamico la Cadillac non ha osato troppo, infatti il telaio è caratterizzato da forme lineari e non troppo aggressive. Qualche novità si trova comunque, per esempio un doppio deviatore “endplate” sull’ala anteriore. In generale comunque poche novità da parte della scuderia statunitense che vuole sfruttare questo primo anno in F1 per imparare dalle migliori scuderie.

Evidenziata una delle poche novità della Cadillac: il doppio deviatore endplate Crediti immagine: formulapassion.it

Aston Martin: disastro totale

Un disastro targato Honda

L’annata dell’Aston Martin, con l’arrivo di Adrian Newey e alla guida Fernando Alonso, doveva essere una delle migliori della sua storia: addirittura sarebbe stata tra le migliori quattro auto in griglia. E invece no, tutto ciò non è successo. Questa invece potrebbe essere la peggior annata nella storia della squadra inglese. Un’auto che al momento non ha mai concluso una vera e propria gara, solo la Sprint in Cina. Al momento l’accoppiata Honda-Newey non sta funzionando. Partiamo proprio da Honda: come tutti sappiamo infatti ha lavorato fino all’anno scorso con Red Bull senza avere problemi. Bisogna ricordare però che la casa motoristica giapponese annunciò nel 2020 di lasciare la F1 a fine 2021. Red Bull iniziò quindi a sviluppare la propria power unit ma riuscì a strappare un’ulteriore accordo con Honda: dal 2022 al 2025 la casa giapponese avrebbe prodotto, revisionato e preparato i motori, ma senza svilupparli. Da qua nasce poi il problema della successiva collaborazione con Aston Martin. Infatti visto che Honda aveva poco lavoro con Red Bull, poiché doveva solo preparare i motori, i suoi ingegneri che avevano progettato la power unit vengono spostati in altri progetti o decidono di passare a Red Bull Powertrains. Dunque quando Aston Martin firma il contratto con Honda, ormai la casa giapponese ha perso i fondamentali ingegneri. Inoltre il reparto di sviluppo giapponese, cosa ancor più grave, è stato fermo fino al 2023 visto che stava lavorando, ma non allo sviluppo, con i motori Red Bull. Ciò significa che sono un anno e mezzo circa in ritardo, poiché gli altri team avevano iniziato a sviluppare la power unit di quest’anno già nel 2022.

Un potenziale mai espresso

L’auto dal punto di vista aerodinamico, il cui potenziale non abbiamo potuto realmente vederlo in azione, secondo Adrian Newey sarebbe da Q3, addirittura il secondo migliore telaio. Il problema però sta nel fatto che la power unit Honda produce troppe vibrazioni. Gli stessi piloti affermano che sia come stare su: “una sedia elettrica”. Le vibrazione giungono fino alle dita, rendendo di estrema difficoltà la guida. Alonso e Stroll non riescono a guidare più di venticinque giri. Oltretutto queste vibrazioni poi “distruggono” la macchina, rompendo l’idraulica, il cambio e quasi lo stesso telaio. Il problema principale è che si distruggono le stesse batterie e sostituirle costa tantissimo. La conseguenza è quella di non riuscire a rimanere dentro il budget cap. Un disastro incredibile da parte di Honda dal quale Aston Martin probabilmente non riuscirà a riprendersi.

Secondo voi quindi quale sarà la scuderia di centro gruppo migliore e quale la peggiore? Quale di queste scuderie vi sorprende di più?

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Riccardo Formenti

Nato nel 2010, fin da piccolo sono stato circondato da auto di ogni genere, vivendo vicino al circuito di Monza. Mi piace parlare e scrivere di tutti gli sport, in particolare di motorsport e calcio.

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