Venerdì è finalmente (o per alcuni purtroppo) ricominciata la Formula 1 e con essa tante speranze ma anche polemiche. La nuova stagione si porta dietro con sé oltre a un regolamento nuovo di zecca, tantissimi dibattiti nati nei mesi di pausa. Quali sono perciò le premesse a questo weekend e cosa dobbiamo aspettarci dalla gara di debutto dell’annata 2026.
22 piloti per 11 team
Ci siamo lasciati a dicembre con Lando Norris campione del mondo di Formula 1, spodestando Max Verstappen dopo quattro anni di dominio. Il pilota di Bristol è stato ovviamente riconfermato in McLaren, fresca vincitrice per il secondo anno consecutivo del titolo costruttori, e con lui anche il compagno di team Oscar Piastri. Fra i cambiamenti di squadra, da segnalare vi è ovviamente la promozione del francese Isack Hadjar da VCARB a RedBull al posto di Yuki Tsunoda. Promosso dalla Formula 2 e chiamato a completare la line-up di Visa Cash App Racing Bulls al fianco di Liam Lawson è invece Arvid Lindblad, l’unico rookie del 2026.
Riconfermati invece tutti i piloti delle altre scuderie, a partire da Ferrari arrivando fino ad Alpine. La novità più grande, oltre al cambio di nome della KICK Sauber in seguito alla sua acquisizione da parte di Audi, è l’introduzione di un’undicesima squadra. Correva l’anno 2016 quando si corse l’ultima stagione di F1 con più di dieci scuderie in griglia. Dieci anni dopo, ecco che viene introdotto il team Cadillac ed il numero di piloti in Australia tornerà ad essere 22. Ingaggiati dal team americano gli esperti Checo Perez e Valtteri Bottas, lo scorso anno rimasti in “panchina” a svolgere la mansione di collaudatori.

Mercedes ha la vettura illegale?
Il 2026 segna l’introduzione non solo di nuove vetture ma anche di un nuovo regolamento. Le monoposto che verranno adoperate da quest’anno sono infatti molto più leggere e corte. L’obiettivo dichiarato dalla federazione sarebbe quello di aumentare non solo la sicurezza durante le gare ma anche la competizione fra squadre. Certo che le premesse al Gp di Australia sembrano tutt’altro che queste, con delle qualifiche disputate nella notte fra venerdì e sabato che hanno mostrato una Mercedes totalmente dominante e distante anni luce dalle altre scuderie.
E’ da qualche tempo noto inoltre che il team tedesco sarebbe riuscito a raggirare il nuovo regolamento, motivo per cui sono nate numerose polemiche il relazione a una presunta irregolarità delle loro vetture. Da quest’anno la compressione della miscela aria-carburante in un cilindro deve restare 16:1, ma sembrerebbe che la Mercedes possa aumentare tale rapporto ad alte temperature. Messa sotto esame, a temperatura ambiente, tornerebbe come da regolamento senza destare sospetti. La FIA, resasi conto di tale zona grigia del regolamento, ha imposto che dal 1° giugno 2026 il rapporto di compressione dovrà essere 16:1 a qualsiasi temperatura. Riuscirà Mercedes a omologarsi?
La delicata situazione in medioriente
Da non sottovalutare al momento è anche la questione geopolitica in atto nella penisola arabica. Non si può ignorare la guerra in corso e andare a correre quei GP come se niente fosse. Certo, sembra parecchio fuori luogo porsi questo problema quando in gioco ci sono le vite di migliaia di persone. Ma sicuramente fra gli addetti ai lavori è un tema caldo e che risulta impossibile ignorare. Il WEC ha già posticipato il suo weekend di apertura, posticipando a data da destinarsi la gara in Qatar. La prossima a dover prendere delle decisioni è sicuramente, oltre alla Moto GP, anche la Formula 1. Fra poco più di un mese oltre che al Gran Premio del Bahrein è previsto anche quello di Arabia Saudita.
Se inizialmente si era parlato di una sostituzione lampo con Imola o Portimão, entrambi circuiti che sarebbero in tempi brevi pronti ad ospitare GP, l’idea è stata presto accantonata. E’ infatti molto più probabile che ad inizio settimana prossima verrà annunciato direttamente l’annullamento di questi Gran Premi visto il calendario molto fitto della F1 che non permetterebbe la riprogrammazione di nessun weekend.