di Carola Zanino
Non è stata solo una gara bagnata, ma anche una gara inizialmente molto problematica quella che si è svolta il weekend scorso in Malesia a Sepang. Un fine settimana condizionato da maltempo, difficili condizioni della pista e una situazione insolita ci hanno regalato un Gran Premio tutt’altro che scontato.
Sorprendente. Questa sarebbe la parola perfetta per definire il Gran Premio del Bahrein disputato in Malesia domenica 4 ottobre. A partire dal risultato finale della gara che vede trionfare per la prima volta in questa stagione la Red Bull di Max Verstappen per poi passare a quello che è successo durante il primo giro di formazione.
La gara era stata già posticipata di 30 minuti a causa della pioggia. La FIA aveva infatti dichiarato ufficialmente la pista bagnata, condizione che comporta una limitazione nell’utilizzo della componente elettrica e una modifica del software di gestione delle vetture. L’obiettivo era quello di aumentare la sicurezza in condizione di scarsa aderenza.

Che cosa è successo nel giro di formazione?
Durante il giro di formazione pre-gara la riprogrammazione del software delle vetture ha creato caos in griglia. Max Verstappen, in testa alla fila a seguito della Safety car è stato il primo a rallentare, causando così rallentamenti a tutti gli altri piloti che ovviamente non potevano sorpassarlo.
La monoposto, di Hamilton, le Haas e le Cadillac sono addirittura state doppiate dalla Safety car, in quanto la loro velocità media, seppur spingendo il pedale del motore, non saliva mai sopra i 50 km/h.
Le Power Unit, viaggiando a bassissima velocità sotto Safety Car e con il software modificato per i regolamenti sul bagnato, sono andate in tilt. Un aggiornamento di emergenza ha permesso di risolvere il problema. Alcune vetture si sono dovute fermare per eseguire un reset della Power Unit, riuscendo così a ripartire. Verstappen, invece, pur avendo accusato lo stesso problema, è riuscito a recuperare la Power Unit senza doversi fermare.
I chiarimenti
A spiegare l’accaduto dopo la gara ci ha pensato Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto della federazione.
Tombazis ha spiegato che si è innescato un effetto domino: Verstappen ha ridotto la velocità e le vetture dietro, colte di sorpresa, hanno dovuto frenare molto più del previsto.
Proprio quel rallentamento estremo ha fatto emergere il bug facendo scendere troppo di velocità le monoposto, proprio per questo, la Power Unit non è riuscita a riattivare la potenza e alcune sono rimaste praticamente piantate.
La differenza tra il funzionamento delle varie vetture non dipende da motivi tecnici, bensì dalle velocità raggiunte nei singoli minisettori.
«Non siamo riusciti a testare il software tanto quanto avremmo voluto, perché quest’anno si è corso pochissimo sul bagnato. C’è stata una combinazione di circostanze che ha fatto emergere questo bug»
Alla fine della gara il direttore è stato prudente dicendo: «Posso garantire che non succeda mai più? Questo problema specifico sì. Un problema, no. Ma faremo del nostro meglio per evitarlo».

Andrea Stella, team Principal della McLaren, esordisce invece con una difesa nei confronti del sistema:
“Ci sono stati molti cambiamenti prima dell’inizio della gara, con problemi di software e tutte le unità riprogrammate. Ciò che è successo alla partenza non è l’ideale in termini di presentazione dello sport, ma al tempo stesso è il primo anno di un nuovo regolamento tecnico, piuttosto complesso. Anche se non mi è ancora del tutto chiaro quale sia stato il problema, dobbiamo riconoscere che la Formula 1 ha fatto un ottimo lavoro nel creare queste regole, che presentavano alcuni punti interrogativi sul comportamento delle power unit in gara”
Andrea Stella aggiunge inoltre “Quando c’è questo livello di novità, possiamo accettare che ci siano aspetti da perfezionare. Anche sulla nostra vettura ci sono stati dei problemi, anche se probabilmente in misura minore rispetto ad altre auto. Ma di sicuro c’erano cose che non sembravano a posto”

Come è stata salvata così velocemente la gara?
La FIA è dovuta intervenire in fretta: nei minisettori dove le velocità erano scese troppo è stato tolto il vincolo dei 250 kW, così da permettere alle Power Unit di tornare a funzionare normalmente.
Era una soluzione tampone, pensata per permettere alla gara di ripartire in sicurezza, non la correzione definitiva del problema.
Il nuovo software è stato quindi distribuito a tutte le squadre e installato sulle vetture, causando l’ulteriore attesa prima della partenza.
Tombazis dice a riguardo: «I nostri tecnici hanno capito il problema molto, molto rapidamente. Ovviamente è stato un lavoro frettoloso. La priorità era tornare in pista il prima possibile. Non è stato un lavoro perfetto e, chiaramente, non abbiamo testato gli aggiornamenti, ma credo fosse il modo giusto di gestire un caso del genere».
Cosa ne pensano i piloti a riguardo?
I piloti dicono che al volante, la sensazione era quasi quella di premere l’acceleratore senza ottenere alcuna risposta dalla macchina. Ollie Bearman dichiara:
«Non ho mai visto né sentito nulla di simile. Non sapevo nemmeno che la FIA potesse controllare il nostro pedale dell’acceleratore. È stato piuttosto spaventoso. Il pedale ha smesso di funzionare, era come se non fosse collegato e il motore girasse al minimo»
Forse è proprio l’eccessiva dipendenza dall’elettrico uno degli aspetti su cui la Formula 1 dovrà interrogarsi. Nel futuro bisognerebbe dare più spazio al motore, alla meccanica e al talento dei piloti.