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Mi-ami o no?

Olivia Carbone e Maria Sole Suriano Miami riassunto

I Gran Premi serali mettono sempre a dura prova la nostra resistenza, ma i Gran Premi serali noiosi sono una sfida estrema. Non abbiate paura: potete ammettere senza problemi di esservi appisolati per qualche istante ieri sera.

Durante i primi giri tutti credevamo di poter vivere un gara entusiasmante, tranne i tifosi dell’Aston Martin ovviamente, che piangevano disperati, non capendo se il team di James Bond fosse stato colpito da un qualche maleficio o se davvero avessero letto le istruzioni di montaggio della macchina al contrario.

Si entra nel vivo (più o meno)

Lasciando da parte il dramma di Stroll e Vettel (su cui torneremo più tardi), tentiamo di fare un degno riassunto del Gran Premio di Miami. La sfortuna colpisce ancora i piloti ferraristi, ma il doppio podio di Miami è forse oro in confronto al disastro imolese. Vince Max Verstappen, che rompe la regola non scritta di questo inizio stagione: doveva essere una vittoria a testa per lui e Leclerc… Forse Max si è sbagliato a contare? Probabile, sarà stato impegnato a cantare la nuova canzone di Bad Bunny e se non sapete di cosa stiamo parlando, fatevi una cultura musicale.

Viaggi nel multiverso e partite di NBA

Dopo il soprasso dell’olandese su Leclerc ha regnato il vuoto cosmico, in cui ci siamo trasferiti in un universo parallelo senza Formula 1 e al nostro ritorno in questa linea temporale abbiamo rimosso ogni ricordo dei quaranta giri corsi a Miami. Annoiato dal Gran Premio, persino Lando Norris ha deciso di andarsene, abbandonare la carriera da pilota e andare a fare il pallone da basket in NBA.

Ecco, gli ultimi giri sono stati quasi emozionanti, con un inseguimento tra Ferrari-Red Bull e Red Bull-Ferrari, ovviamente non mostrato dalla regia che ha preferito i primi piani di qualsiasi membro del muretto box McLaren. E mentre noi ci godevamo le facce concentrate e disperate degli ingegneri vestiti di arancione, Mick Schumacher si dava alla pazza gioia e appena prima di conquistare i suoi primi punti in Formula 1 ha speronato Sebastian Vettel. Alex Albon saluta, ringrazia e passa. Vettel non ringrazia e nemmeno passa, perché si ferma ai box dopo una rimonta disperata rivelatasi inutile.

Abbiamo visto davvero tanti podi iconici in Formula 1, alcuni anche strampalati. Pensate che il migliore sia l’ascensore del Messico? Chapeau. Credete che il più bello sia il podio Monza? Chapeau. Ritenete unico quello di Melbourne? Chapeau. Uno di questi ha fatto salire i piloti a podio con dei caschi da rugby in testa? No. Opinione nostra personale, sbaglieremo a credere che sia stato assurdo? Amen.

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Da Mult1formula e da Miami è tutto, linea allo studio. Ci si vede alla prossima, si va in Spagna!

Olivia Carbone

Appassionata di sport, ha iniziato a scrivere per Mult1formula a novembre del 2020. Le piace il cinema e la geopolitica, ma è anche amante della letteratura.

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