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La nuova sfumatura della F1: costruire l’immagine oltre la pista

di Rosarita Linsalata

Siamo abituati a pensare al mondo della F1 come ad una competizione che si gioca sul filo dei millesimi, che ha di base una sinergia tra strategie ideate e sviluppi apportati per rendere le vetture il più competitive possibili. Quest’idea non è assolutamente sbagliata, anzi è la prima cosa che viene in mente a chiunque se deve dare una definizione di questo mondo.

Ma ad oggi qualcosa è cambiato, negli ultimi anni pian piano si è fatta strada un altro tipo di competizione che va oltre la pista. Una competizione silenziosa ma al contempo impattante, quella basata sull’immagine. Il Circus della F1 ha dovuto fare i conti con l’esplosione mediatica internazionale, con l’avvento delle nuove piattaforme digitali e ha dovuto in qualche modo rinnovare il suo look.

Seppure restando fedele alla sua idea classica di competizione, di vetture che sfrecciano su circuiti diversi per un’intera stagione, il mondo delle monoposto ha dovuto assumere anche una sfumatura più innovativa. Una sfumatura nella quale la F1 oltre ad essere un prodotto sportivo è anche un prodotto culturale. In questa nuova ottica i piloti non sono più soltanto degli atleti, ma assumono il ruolo di icone, i team non sono più solo ed esclusivamente delle scuderie ma adottano anche la connotazione di marchi con una loro estetica ben precisa. E gli sponsor, tasselli importanti del puzzle chiamato F1, non cercano più solo visibilità, ma puntano anche ad un buon posizionamento.

La F1 e il valore dell’immagine: la nuova sfumatura moderna

Ad oggi la F1 si può definire come un connubio tra sport, tecnologia e lifestyle. La chiave alla base di quest’idea ruota intorno al voler dare a questo mondo non più solo una connotazione sportiva, basata principalmente sulla performance in pista, ma anche una sfumatura più simbolica, che si concretizza attraverso le collaborazioni con brand di orologeria o di moda e con le nuove tecnologie.

In questo scenario sport e innovazione diventano i due poli di un continuum, dove la velocità è sinonimo di perfezione e l’esclusività del paddock riflette quella di prodotti che sono destinati ad una clientela specifica. La F1 diventa così non più solo uno sport da seguire, ma un mondo “elitario” da scoprire e abitare.

Anche il pubblico è cambiato. Se prima a seguire questo sport erano solo gli appassionati storici che aspettavano con ansia il weekend per vedere e tifare le loro scuderie del cuore, adesso a loro si sono aggiunti nuovi tifosi. Quelli attratti dall’estetica, dal racconto social, dal voler vivere l’esperienza di un evento esclusivo, dall’immagine del pilota visto come un’icona e non più solo come un atleta. Ed è proprio questa fascia di tifosi che poi abita questa nuova dimensione della F1, quella in cui i weekend di gara si sono evoluti in eventi internazionali, dove hospitality, presenza di ospiti illustri ed experience organizzate dai brand donano un altra veste al circus che si aggiunge alla competizione in pista.

F1 e marketing: una scelta strategica

Questo nuovo look non è solo una scelta lussuosa o estetica, ma è anche e soprattutto una scelta strategica. In un’epoca dove ci sono regolamenti sempre più complessi e dove bisogna tenere conto del budget cup, realizzare delle partnership con marchi importanti garantisce una stabilità finanziaria non indifferente e soprattutto consente anche la possibilità di potersi sviluppare maggiormente dal punto di vista tecnico.

In quest’ottica, quello che diventa di fondamentale importanza è la capacità del singolo team di crearsi e poi consolidare una propria identità forte e magnetica, in grado appunto di attirare sponsor che mirano a posizionarsi e anche a supportare la crescita sportiva.

Il caso Aston Martin – Breitling

Un esempio è proprio la collaborazione tra Aston Martin e Breitling. Una collaborazione che si basa sulla condivisione di valori come eleganza, precisione e performance. Breitling è da sempre uno storico marchio di orologeria svizzera, che fonda la sua azienda su principi come precisione meccanica e velocità. Mentre Aston Martin è un brand sportivo britannico, conosciuto per il connubio solido tra tradizione e innovazione, che da anni persegue e porta avanti. La loro unione regala al mondo una delle collaborazioni più coerenti della storia: quella basata sul concetto di tempo. L’orologio, inteso come strumento in grado di misurare il tempo, incontra le monoposto, che sono la massima espressione di competizione contro il tempo.

Ma in tutto questo esiste un’altra faccia della medaglia?

Tra tutti gli aspetti positivi e innovativi che questa nuova era porta con sé, si insinuano anche degli interrogativi. Uno fra tutti è quello che con l’aumento dei prezzi dei biglietti, con l’accrescere dell’esclusività degli eventi, si rischia di allontanare una gran fetta del pubblico tradizionale. Ricordiamoci infatti che la F1 è nata come uno sport basato sulla competitività in pista, sulla tecnica e sulla passione non solo di chi la popola ma anche di chi la segue. Se l’estetica copre questi aspetti si rischia di mettere sempre più distanza tra tifoso e spettacolo.

Quindi a questo punto sorge spontaneo chiedersi, se questa nuova era sta ampliando il pubblico della F1 o se lo sta facendo evolvere in una direzione più elitaria ed esclusiva, destinata solo ad una nicchia di persone.

Il ruolo della competitività

Per concludere si può dire che ciò che è al centro di questo mondo è la competitività che viaggia su due rette parallele. Una che è formata dalla competitività in pista, tra scuderie e tra piloti e l’altra che si basa tra competizione tra marchi, sponsor e strategie di comunicazione. Per vincere la sfida bisogna sia tagliare il traguardo per primi che guadagnarsi l’attenzione e la desiderabilità del pubblico.

Rosarita Linsalata

Classe 2001, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche all' Università degli Studi di Bari. Tra le mie passioni ci sono l'arte, la lettura, la moda e la musica, ma la mia passione più grande è legata al mondo dei motori. Sono affascinata da tutto ciò che riguarda le emozioni, la determinazione e la passione che si nasconde dietro questo mondo. Scrivo articoli per Multiformula riguardanti il mondo della Formula Uno.

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