di Tommaso Cerutti
La FIA ha deciso di cambiare le modalità di controllo del rapporto di compressione delle nuove power unit che le F1 utilizzeranno nel 2026, accogliendo quindi le richieste di Ferrari, Audi, Honda e ora anche Red Bull PT, con Mercedes che valuta azioni legali a poche settimane dall’inizio del Mondiale. La Casa anglo-tedesca potrebbe arrivare in una posizione complicata sia ai test in Bahrein che al primo GP in Australia.
F1 e rapporto di compressione, la discordia dei nuovi regolamenti
Subito dopo i festeggiamenti di Norris e McLaren ad Abu Dhabi, nel paddock di F1 ha iniziato a circolare il termine “rapporto di compressione”, con Mercedes e Red Bull che avrebbero trovato una zona grigia del regolamento per aumentare questo rapporto. I nuovi regolamenti hanno imposto un passaggio da 18:1 a 16:1, con delle verifiche sulle power unit a temperatura ambiente. Proprio su queste verifiche, Mercedes e Red Bull avrebbero individuato una soluzione per riuscire ad aumentare il rapporto a motore acceso, rientrando nei limiti durante i controlli.
Ferrari, Honda e Audi, grazie all’acquisizione di tecnici dalle altre due case, sono venute a conoscenza di questo stratagemma, e hanno immediatamente chiesto chiarimenti alla FIA. Il nuovo regolamento, in particolare nell’articolo C1.5, cita: “le vetture di Formula 1 devono rispettare integralmente il presente regolamento in ogni momento della competizione”. Quindi, se il rapporto di compressione deve essere di 16:1, lo deve essere sempre.
La stagione si avvicina: cosa farà Mercedes?
Mentre le squadre si preparavano per il trasferimento in Bahrein, la FIA ha tenuto diverse riunioni per capire come rispondere alle pressioni delle varie squadre sulla questione rapporto di compressione. Il Corriere dello Sport riporta che la Federazione ha deciso di cambiare le modalità di misurazione del rapporto di compressione del motore dei team di F1 già dall’Australia. Le verifiche non si svolgeranno a temperatura ambiente, ma a caldo con il riscaldamento statico dei componenti delle power unit: la FIA avrebbe quindi accolto le richieste di Ferrari, Audi e Honda.
Si è rivelato decisivo il dietrofront di Red Bull, inizialmente neutrale, che ha deciso di sposare la causa degli altri motoristi, lasciando quindi isolata Mercedes, che si è trovata da sola contro quattro motoristi e la Federazione. In questo caso si formerebbe la maggioranza qualificata che, se dovesse votare a favore di un cambio regolamentare, azzererebbe questa zona grigia. Non resta che attendere la risposta di Mercedes e Toto Wolff, che sicuramente non si farà attendere, visto che Mercedes, McLaren, Alpine e Williams si ritroverebbero “azzoppate” prima ancora di iniziare la stagione.