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Formula E a Miami: il ritorno alle origini con il circuito cittadino

di Rosarita Linsalata

Il terzo round della Formula E, disputato sul circuito cittadino di Miami, ha sancito quello che in qualche modo si può definire “un ritorno alle origini”. Le monoposto elettriche, per questo terzo appuntamento della stagione, sono tornate a correre tra muretti e grattacieli.

Il weekend si è disputato tra un connubio fatto dai rumori dei motori elettrici delle vetture che si sono mescolati alla perfezione con luci e suoni della citta, e il fascino dell’imprevedibilità che solo un circuito cittadino sa donare.

Formula E e Miami: si torna a correre tra le strade

Dopo aver disputato il gp di Miami 2025 sul circuito permanente di Homestead – Miami Speedway, quest’anno la Formula E è tornata su un circuito cittadino. Un circuito caratterizzato principalmente da curve veloci e decisive, muri vicini e strade strette, che ha messo al centro della scena non solo l’incredibile spettacolo fatto di adrenalina, imprevedibilità e velocità, ma anche e soprattutto il talento del singolo pilota. Il quale si è trovato a fare i conti con il proprio talento e la propria esperienza, cercando di bilanciare, durante la performance in pista, controllo e abilità per ottenere il risultato migliore e regalare al pubblico uno spettacolo degno di nota.

Formula E: una stagione alle sue prime battute

Il mondiale di Formula E 2026 è iniziato da poco, eppure con solo 3 gare disputate è stato già in grado, attraverso velocità, gestione dell’energia delle macchine e strategie, di dare ai tifosi una prima idea sulle gerarchie di questa stagione. Miami in questo quadro ha giocato un ruolo fondamentale, perchè non solo ha mostrato un ritorno ad un circuito urbano, ma ha dimostrato soprattutto che niente è così certo e prevedibile e che ogni weekend e ogni pista può celare l’occasione di mescolare le carte delle aspettative e delle gerarchie.

I circuiti cittadini: lì dove tutto è cominciato

Negli ultimi anni la Formula E ha sacrificato i circuiti urbani prendendone le distanza e favore di tracciati dal layout in grado di donare spettacolo ai tifosi e al contempo favorire l’organizzazione che vi è dietro i singoli weekend in pista. Se questo da un lato ha portato dei vantaggi, dall’altro ha tolto alla categoria la sua natura originaria quella basata su imprevedibilità, scenografia e anche un pizzico di imperfezione dovuta al dover correre tra le strade di una città. Con il ritorno nel calendario del 2026 del circuito urbano di Miami, la Formula E ha avuto la possibilità di ritornare alle origini e di ritrovare quella dimensione che l’ha sempre caratterizzata e dalla quale tutto è partito.

Il round di Miami: alcuni dati del terzo appuntamento stagionale

Il weekend di Miami ha messo sotto gli occhi di tutti una grande e importante verità: i dettagli possono decidere l’esito di una gara e farne la differenza. Infatti il giro più veloce si è giocato su pochi decimi, mentre la gestione dell’energia ha permesso ad alcuni piloti di guadagnare posizioni chiave nelle fasi finali. E per non farsi mancare nulla, la presenza delle safety car ha messo a dura prova programmi e strategie di team e piloti che si sono trovati a giocarsi tutto fino all’ultimo istante per portare a casa il miglior risultato. Il verdetto finale della gara di Miami ha messo in luce non solo soprese, spettacolo e imprevedibilità, ma anche e soprattutto la consapevolezza che su un circuito cittadino ogni metro conta.

Rosarita Linsalata

Classe 2001, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche all' Università degli Studi di Bari. Tra le mie passioni ci sono l'arte, la lettura, la moda e la musica, ma la mia passione più grande è legata al mondo dei motori. Sono affascinata da tutto ciò che riguarda le emozioni, la determinazione e la passione che si nasconde dietro questo mondo. Scrivo articoli per Multiformula riguardanti il mondo della Formula Uno.

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