Formula 1
Top 10 circuiti abbandonati

Top 10 circuiti abbandonati

La storia di alcuni tra i circuiti abbandonati dalla F1

La F1 ogni anno, aggiunge e toglie circuiti dal proprio calendario…ma quelli che non riescono a rimanere una tappa fissa nel campionato, che fine fanno? Ecco alcuni dei circuiti abbandonati dalla F1, ma che un tempo ospitavano la Formula 1. 

Pista D’Oro

Il primo dei circuiti abbandonati dalla F1 si trova a Castel Arcione, poco distante da Roma. Un circuito storico su cui hanno corso celebri piloti di F1: Fisichella, Pirro e anche Hamilton, anni più tardi. Il circuito sulla Tiburtina ospitò un Gran Premio di Formula 1 nel 1964 e nel 1965, e negli anni successivi diventò luogo di test per molti team. Negli anni ‘80 cambiò la gestione della pista, che cadde nel dimenticatoio del Motorsport. Per qualche anno il circuito ospitò una pista di kart, su cui corse anche Lewis Hamilton. Successivamente, nel 2006, venne dichiarata non agibile per il campionato di F1. Il circuito venne venduto ad una società, che aveva intenzione di raderla al suolo per costruire nuovi palazzi. Tuttavia, dopo quasi 20 anni, il progetto deve ancora partire. La Pista D’Oro è stata completamente abbandonata, saccheggiata e vandalizzata. Macerie, tribune pericolanti e pezzi di asfalto: ecco ciò che rimane della Pista D’Oro di una volta. 

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Corriere della Sera

AVUS

Immaginare un Gran Premio su un circuito ovale è un’idea ridicola per la F1 moderna, ma non è sempre stato così. AVUS, il circuito cittadino di Berlino, presentava solo quattro curve e due rettilinei. Inizialmente l’idea era quella di rendere AVUS un’autostrada, ma dal 1921 al 1998 ospitò il campionato di F1. La sua curva nord è storica, famosa per avere una pendenza del 43,6%. (Nel 1967 questa curva fu abbassata, poiché risultava troppo pericolosa). Ora AVUS è irriconoscibile: le tribune sono diventate monumento storico della Germania, mentre la torre di controllo che sovrastava il circuito è ora un motel! Il tracciato è in stato di degrado, visitato da qualche sporadico turista, curioso di vedere le storiche curve pendenti. 

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www.automoto.it

Morano sul Po

Non molto lontano da Casale Monferrato, sulle rive del Po, si trova…o almeno, si trovava, il circuito di Morano sul Po. Aperto nel 1973, riscosse subito una grande fama: per l’inaugurazione, Arturo Merzario percorse il tracciato con una Ferrari 312 B2. Inizialmente ospitò categorie minori, come la F3, e tantissime altre gare. Il successo era abbastanza per ospitare i campionati internazionali, cosa che sembrava quasi certa. Il progetto però fallì prima ancora di cominciare: gli abitanti del posto si lamentavano per l’eccessivo rumore e il sindaco di un comune vicino mandò delle ruspe a distruggere la pista. La breve vita del Circuito di Morano del Po finisce nel 1978 . Ciò che rimane ora sono solo ferri arrugginiti e il sogno della F1 abbandonato ad un passo dal traguardo. 

Mint-Tremblant

Sorge a poca distanza da Montreal, nel Quebec. Inaugurato nel 1964, ospitò la F1 nel 1968 e nel 1970, per poi essere abbandonato. Il regolamento era infatti cambiato e Mont-Tremblant non rispettava le nuove regole della F1. Dopo anni di degrado, decise di comprarlo un imprenditore miliardario…Lawrence Stroll. Ebbene sì, dal 2004 Mont-Tremblant appartiene alla famiglia Stroll, che ha modificato il tracciato in modo che ora sia nei canoni del nuovo regolamento. Da pochi mesi però il noto imprenditore canadese ha messo in vendita il circuito. Mont-Tremblant ha tutte le caratteristiche per essere annesso al campionato di F1, ma serve che qualcuno se ne occupi senza alcuna distrazione. Stroll riuscirà a trovare un acquirente? E soprattutto, vedremo mai Mont-Tremblant tornare nel calendario, uscendo dalla lista dei circuiti abbandonati?

Jacarepagua

Situato in Brasile, non troppo distante da Rio De Janeiro. Ospitò la F1 nel 1978 e dal 1981 al 1989. Era uno dei pochi circuiti ad essere percorso in senso antiorario, particolarità che lo distingueva. Purtroppo era costruito al limite di una laguna e l’ambiente era molto umido, tanto da penalizzare la potenza dei motori. Nel  1990 venne sostituito da Interlagos, che ancora oggi ospita il campionato di F1, e perse importanza. La sua demolizione avvenne nel 2012, a favore dei lavori per le Olimpiadi di Rio del 2016. Del circuito di Jacarepagua non resta che qualche vecchia fotografia. 

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Circuito di Bremgarten

La Svizzera ospitò la F1 per poche stagioni, grazie al circuito di Bremgarten, nel 1949 e dal 1951 al 1954. La pista non aveva una buona fama, al punto da essere considerato uno dei tracciati più pericolosi al mondo. L’asfalto era scivoloso ed irregolare, il tempo spesso piovoso e il circuito dava problemi di visibilità. Nel 1955, a seguito della tragedia di Le Mans, la Svizzera proibì le gare automobilistiche, bando che tuttora è in vigore. Il temuto tracciato di Bremgarten fu in parte smantellato e in parte mangiato dalla foresta circostante. 

Rouen-Les Essart

Si trovava nell’Alta Normandia, Francia. Costruito negli anni cinquanta sulla base di un circuito già esistente prima della guerra, ospitò la F1 dal 1952 al 1968. Era conosciuto per la sua pericolosità, data da ripide discese e curve strette, e nel 1968 fu teatro dell’incidente che tolse la vita a Schlesser. Dopo l’episodio, divenne uno dei circuiti abbandonati dalla F1 e utilizzato solo dalle categorie minori. Infine, nel 1993, i problemi di sicurezza costrinsero i proprietari a chiudere il circuito, che venne smantellato nel 1999. 

TI Circuit Aïda

Circuito giapponese che ha ospitato la F1 nel 1994 e nel 1995. Proprio qui si corse il Gran Premio del Pacifico del 1994, con cui il Giappone diventò uno dei pochi stati ad aver ospitato più di una corsa nello stesso anno. Smise di essere utilizzato per le difficoltà legate alla scomoda posizione geografica in cui si trovava. Dopo qualche anno di chiusura venne ristrutturato e riaperto, ma non riuscì mai a riportare la F1 sul proprio asfalto e ancora oggi ospita gare di rally. 

Autodromo Internazionale di Siracusa

Prende il nome dall’omonima città e dal 1951 al 1967 ospitò la F1, cosa che divenne una vera e propria tradizione per Siracusa. Purtroppo però nel 1969 il circuito non ricevette l’idoneità, non riuscendo a garantire la giusta sicurezza. L’autodromo venne abbandonato e lasciato a sé stesso. Nei primi anni 2000 una famiglia del posto pagò le spese necessarie alla ristrutturazione, nella speranza che tornasse in funzione.

La provincia di Siracusa – che al tempo era la proprietaria del circuito – mise in vendita l’autodromo nel 2010. Lo comprò una ditta, che si impegnava a definire gli ultimi progetti di ristrutturazione e a riaprire le porte del circuito. I lavori non giunsero mai al termine, a causa del fallimento della ditta. Così la pista tornò ad essere proprietà della provincia e divenne un deposito di pneumatici. Nel 2020 il circuito è stato messo in vendita e si aspetta un acquirente che possa farlo tornare in funzione.

Circuito di Nivelles

Sorgeva nei pressi di Bruxelles, Belgio. Ospitò un Gran Premio di F1 nel 1972 e 1974, ma la pista non era sicura e il layout non entusiasmava il Circus. La ristrutturazione era troppo costosa e così Nivelles fu presto abbandonato dalla Formula 1, che utilizzò il Circuito di Zolder per qualche anno, prima di tornare a correre a Spa. Nivelles negli anni Novanta divenne il palcoscenico di grandi gare clandestine, per poi essere quasi interamente smantellato. Al suo posto ora sorge un complesso commerciale, mentre una parte è stata inghiottita dalla vegetazione circostante. 

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