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Il veto: quando uno non vale uno

Chi negli ultimi tempi non ha sentito parlare di diritto di veto?

La Formula Uno si regge su accordi, segreti o meno, e il peso delle parti coinvolte si vede proprio da qui, da quanto l’accordo stipulato sia vantaggioso per la  parte. Avere “il coltello dalla parte del manico” in alcune situazioni può davvero fare la differenza. Lo sa bene la Ferrari che possiede questo asso nella manica dal lontano 1980.

Cos’è il diritto di veto?

Il veto, istituto di origine romana, è l’opposizione di un soggetto all’approvazione di un atto. In parole povere, chi ha più “potere” può bloccare un atto prima che venga emanato, può decidere delle sorti di quella determinata vicenda.

Ferrari

La storica scuderia di Maranello ha scatenato da sempre aspre polemiche, non ultime quelle relative al famoso diritto di veto che  è accordato solo alla Rossa.

Il veto ha origini risalenti nel tempo. Fu in occasione del primo Patto della Concordia stipulato tra le scuderie che Enzo Ferrari propose ed ottenne la possibilità di bloccare le proposte presentate alla FIA. Era un periodo particolare per la serie maggiore. La Ferrari era l’unica scuderia che produceva da sé sia il telaio che il motore, e dall’altra parte c’erano le scuderie inglese che, invece, utilizzavano tutte il motore Ford Cosworth. In questo modo la Federazione volle accordarle un privilegio per evitare che i regolamenti o le decisioni prese potessero penalizzarla.

Il veto non ha sempre raccolto l’approvazione dei team principal delle altre scuderie. Soprattutto nell’era moderna, alcuni lo reputano addirittura anacronistico e fuori luogo e siamo decisamene lontani dalle motivazioni che avevano spinto la FIA ad accordarlo ad Enzo Ferrari.

I TP si sono espressi così  “È qualcosa di decisamente datato, oggi. Se dovessimo scrivere un regolamento dal foglio bianco avrebbe senso non prevederlo e, come ha detto Claire, uguali regole per tutti.

Eppure i malumori non sono bastati per togliere alla Ferrari questo privilegio. Nell’ultimo Patto della Concordia, firmato l’anno scorso infatti, quest’ultima mantiene gli stessi privilegi e lo farà almeno fino al 2025.

Oggi rispetto al passato il veto è un po’ meno “assoluto”. La Ferrari quando vuole  utilizzarlo deve dimostrare di averne una ragione valida.

La scuderia di Maranello in realtà, ha utilizzato raramente questo privilegio. Ad esempio nel 2015 per bloccare  la proposta di  inserire un tetto massimo di prezzo per le Power Unit vendute ai team clienti.

Alla luce di tutto ciò bisogna però constatare l’importanza e il peso che una scuderia come quella del Cavallino hanno svolto e continuano a svolgere nella storia della Formula Uno. Il prestigio e la costante presenza la incoronano come regina incontrastata, nonostante gli ultimi anni non siano stati, probabilmente, all’altezza.

Hamilton

Il veto, però, non è solo questione Ferrari. Sulla scuderia più vincente degli ultimi anni e in particolare sul suo pilota di punta, aleggia qualche sospetto. In particolare, la possibilità che quest’ultimo possa scegliere il proprio compagno di squadra. Si parla di diritto di veto sulla scelta di colui che lo affiancherà.

Notizia fresca quella del suo rinnovo, eppure dopo le ultime gare i riflettori sono puntati anche sui due contendenti diretti: George Russell e Valteri Bottas, tra i quali inizia a non scorrere buon sangue. Imola ha suggellato una rivalità che da tempo si stava facendo sentire. Il britannico “relegato” in una  macchina che non gli permette di esprimere il suo potenziale, e il finlandese che da fidato scudiero, non sta di certo facendo centro.

La Mercedes e lo stesso Toto Wolff hanno recentemente smentito questa ipotesi. Ciò nonostante siamo davvero sicuri che Hamilton non abbia alcun peso nella scelta del proprio compagno di scuderia?

“Hamilton non ha diritto di veto. La scelta dei piloti spetta al team” la Mercedes ha così recentemente tweetato

Ma da chi è composto questo Team?

Ad oggi la scuderia Mercedes è di proprietà di Toto Wolff, dello sponsor Ineos e del gruppo della Mercedes Daimler AG.

La scelta del pilota dovrà essere, quindi, discussa tra questi tre partners e di sicuro non sarà semplice. Hamilton avrà probabilmente il suo peso, soprattutto perché ,se vogliono puntare al mondiale costruttori, è fondamentale che ci sia collaborazione  e intesa tra i due ma un diritto di veto nel contratto è praticamente improbabile.

Si sospetta che, dopo la delusione delle ultime gare, le prestazioni non brillanti e all’altezza di Bottas, l’annuncio possa addirittura arrivare già a Silverstone. Che George Russell abbia già firmato per la Mercedes?

A smentirlo è lo stesso pilota inglese che al programma “F1 nation” si è espresso così: “Per quanto riguarda dove guiderò il prossimo anno, nulla è stato firmato e nulla sarà annunciato a Silverstone. Posso farvi sapere questo”

I tifosi e tutti gli appassionati di F1 dovranno allora attendere ancora un po’ prima di capire cosa la scuderia campione in carica deciderà di fare. Che Toto Wolff ci riservi una sorpresa durante la pausa estiva?

Federica Abonante

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