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10 cose che (forse) non sai su Austin

La Formula Uno sbarca negli Stati Uniti, ad Austin, una delle piste più spettacolari di tutto il calendario. Scopriamo insieme 10 curiosità.

  • La prima gara valevole per il mondiale si è svolta nel 1959, ma già nel 1908 si è corso in America, precisamente a Savannah, in Georgia. Negli anni successivi si sono organizzate diverse gare in territorio americano. Dal 1950 al 1959 la famosa 500 miglia di Indianapolis era addirittura valevole per il mondiale di Formula Uno. La gara però veniva disertata soprattutto dai piloti europei. Questo spinse gli organizzatori a voler organizzare un vero e proprio Gran premio di Formula Uno e così nel 1959 si corse a Sebring e a vincere fu Bruce McLaren. 
  • Il Gran premio degli Stati Uniti d’America si svolse su diversi circuiti nel corso degli anni, tra i quali: Sebring, Riverside, Watikins Glens, Phoenix, Indianapolis e Austin. Eppure alcune gare svoltesi sul suolo americano ebbero una denominazione diversa. Il Gran Premio delle Americhe west a Long Beach dal 1976 al 1983; il Gran Premio di Detriot dal 1982 al 1984; il Gp di Las Vegas dal 1981 al 1982. Dal 2012 si corre ad Austin.
  • Nel 1982 si sono svolti 3 GP in America, in particolare a Las Vegas, a Long Beach in Michigan.
  • Americani in America. Non c’è mai stato un vincitore americano. Il miglior piazzamento fu quello di Andretti, italiano naturalizzato statunitense, che arrivò secondo nel 1977. Per quanto riguarda le scuderie, invece, i migliori risultati sono i quattro quarti  posti registrati nel 1966 dalla Eagle team. Stando alla storia il miglior risultato di un team americano dovrebbe essere quello di Shadow Racing ma quando, nel 1977 vinse il GP, non era di più di proprietà statunitense ma britannica.
  • Un Gp inusuale. Il Gran premio del 2005 è uno di quegli eventi che difficilmente si dimenticano. Partiamo con ordine. In quegli anni, i fornitori di pneumatici erano due aziende differenti: Michelin e Bridgestone.  Ogni scuderia decideva quale acquistare e successivamente utilizzare. In quello stesso anno erano già stati riscontrati dei problemi sugli pneumatici forniti da Michelin. Durante le prove libere, Ralph Schumacher che correva su Toyota, perse il controllo della vettura e sbatté violentemente contro le barriere. Vista la pericolosità della situazione, la stessa casa fornitrice promise di lavorarci sopra per trovare una soluzione. Si arrivò al sabato e dalla Michelin nessuna novità. Le scuderie fornite dalla Michelin decisero allora di sollecitare la FIA, che indicò alcuni accorgimenti da mettere in atto ma niente di concreto e soprattutto nulla che tutelasse i piloti. Così i team decisero di non correre la gara, ritirandosi ai box dopo il giro di formazione. In griglia di partenza dunque si presentarono solo 3 team: La Ferrari, la Minardi e la Jordan. I tifosi delusi iniziarono a fischiare dalle tribune ma non ci fu niente da fare. Alla fine fu Schumacher a vincere, davanti a Barrichello e Monteiro.
  • Austin e i suoi problemi. Sin dalla sua costruzione, il circuito ebbe dei problemi. Nel 2011 l’Agenzia Federale dovette sospendere i lavori perché si scoprì che il terreno sul quale si stava costruendo era una piana alluvionale, non adatta quindi a ospitare il GP. Solo successivamente ad altre indagini, i costruttori ebbero il via dalla FIA per la ripresa dei lavori. Eppure, i problemi non finirono qui. Questa volta di mezzo ci furono i soldi. I proprietari del circuito non versarono tutte le quote promesse nel contratto e commisero quello che in gergo si chiama inadempimento contrattuale. Le minacce da parte di Ecclestone fioccarono, il GP era a serio rischio. La vicenda si concluse con il versamento delle quote anche dell’anno successivo e l’inclusione del circuito nel calendario iridato.
  • Motori ma non solo. Il complesso nel quale è inserito il circuito rispecchia a pieno lo spirito americano. Oltre al tracciato, vi è una Torre panoramica, l’anfiteatro Austin 360. Tutti luoghi di attrattiva dove i turisti possono godersi la vista del complesso e partecipare a concerti spettacolari.
  • Capelli da cowboy. Nel 2012 Lewis Hamilton fu incoronato sul podio con un cappello da cowboy special edition che rivela essere uno dei suoi preferiti.
  • Il circuito è lungo 5,5 chilometri ed è formato da 20 curve. Una delle caratteristiche che lo rende così spettacolare è l’enorme dislivello che si registra. Hermann Tilke, il progettista del circuito prese ispirazione da alcune curve famose tra le quali Becketts-Chapel di Silverstone, le curve dell’arena a Hockenheim, e la curva 8 di Istanbul.
  • Albo d’oro. Lewis Hamilton è il pilota più vincente: nel 2007, 2012, ’14 ,’15,’16 e ’17. Dietro di lui Ayrton Senna e Michael Schumacher con 5. Per quanto riguarda le scuderie, al primo posto si piazza la Lotus con 10 vittorie, seguita da Ferrari con 8 e McLaren con 7.

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Federica Abonante

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