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Il cielo è sempre più grigio

Nelle ultime gare sembra che il maltempo segua la Formula 1 ovunque vada e non passa weekend senza che si finisca per correre un Gran Premio sotto la pioggia. In Turchia, data l’esperienza dell’anno scorso, che aveva visto più di metà griglia finire in testacoda nel tentativo di evitare le pozzanghere, in molti si aspettavano di assistere ad una gara di canottaggio. Per fortuna, il sistema di drenaggio è stato aggiornato, anche se non di molto. Magari l’anno prossimo l’organizzazione turca capirà che i tempi in cui l’asfalto si asciuga sono fondamentali in Formula 1. GGP di TurchiaP di Turchia

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Tra eroi e rimonte GP di Turchia

Il Gran Premio di Turchia ha visto come grandi protagonisti gli strateghi e grandiose rimonte e non si può certo definirla una gara noiosa. Ogni aspettativa e certezza è andata distrutta in pochi giri. Si pensava che potessero essere Vettel e Alonso a mettere in difficoltà Hamilton, ma il primo è stato superato immediatamente, mentre il secondo si è dato all’escursionismo durante la prima curva. Quando sembrava che Hamilton avesse la strada spianata per raggiungere Bottas ecco che Tsunoda lo rallenta per alcuni giri, guadagnandosi il titolo di eroe di giornata. Nel frattempo Sainz si destreggiava tra un avversario e l’altro, un po’ come i motorini nel traffico di Milano, e in pochi giri eccolo comparire in zona punti. Non si può dire lo stesso di Daniel Ricciardo, che partiva al fianco di Sainz, e che è rimasto bloccato nel traffico per gran parte della gara.

Pit stop confusionari

Miracolosamente, la pioggia smette di cadere e i piloti tirano un sospiro di sollievo (sempre che a 300 chilometri orari si possa provare sollievo): non rischiavano di consumare le gomme prima che la pista si asciugasse. Purtroppo, al sistema drenante della pista, non interessava degli pneumatici e non si è certo affrettato ad asciugare l’asfalto. E così gli ingegneri hanno dovuto combattere i loro peggior nemici: i piloti intestarditi. C’era chi pregava di entrare ai box, chi invece si rifiutava di farlo e chi era indeciso sul da farsi. Cambiare le gomme o non cambiarle? Tenere quelle da bagnato o montare quelle d’asciutto? Questo è il dilemma.

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I primi, coraggiosi, piloti sostano ai box e montano le intermedie, perché azzardare non piace a tutti. Probabilmente l’azzardo non è piaciuto nemmeno a Sebastian Vettel, che si è visto montare le gomme gialle quando la pista era completamente bagnata. Con grande pazienza e un po’ di esasperazione, il tedesco è tornato ai box, per montare le gomme più adatte.

Non tutti però hanno ceduto così facilmente agli ordini dati dai team ed è l’esempio di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Leclerc, che si era improvvisamente trovato in prima posizione, non aveva certo intenzione di sostituire le gomme e dover abbandonare la leadership. I consigli del muretto non l’hanno dissuaso, almeno finché Bottas non l’ha raggiunto. A quel punto, si è arreso.

Hamilton invece era ancora più risoluto: o gli montavano le gomme rosse, o non rientrava ai box. I meccanici Mercedes si alzavano e si sedevano nuovamente ad ogni giro, dando via ad un ballo di gruppo fatto di corsette verso la piazzola dei pit e di salti dalle sedie. Forse anche per pietà nei loro confronti, Hamilton si è infine fermato a sostituire le intermedie con le rosse. Peccato che quelle non fossero rosse, ma nuove intermedie. Si può quindi ora azzardare una diagnosi di daltonismo per i meccanici o idealizzare una congiura da parte del muretto box. Fatto sta, che Hamilton si è dovuto accontentare delle intermedie.

Outsiders GP di Turchia

L’unico impavido a non sostituire le gomme è stato Ocon, arrivato per miracolo al traguardo e con degli pneumatici millimetrici, ma orgoglioso di aver portato a termine un’impresa degna degli eroi greci. Orgoglioso di sé stesso era anche Bottas, che è riuscito a vincere il primo Gran Premio di questa stagione, davanti ad un Verstappen che non si è schiodato dalla seconda posizione per quasi cinquanta giri. Un’impresa, dato che sulle livree speciali alleggia una strana maledizione. GP di Turchia

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Abbiamo visto gli outsider della griglia regalarci grande spettacolo e sconvolgere le nostre previsioni e le nostre squadre dell’F1 Fantasy, ma anche questa volta, le tradizioni sono state rispettate. Leclerc ha, di nuovo, concluso in quarta posizione, come se a quel “P4” lui ci tenesse davvero. Le strategie dell’Aston Martin continuano ad essere così indecifrabili che nemmeno i membri del team le hanno comprese. E infine, abbiamo avuto la conferma: questa gara sotto il sole, non s’ha da fare.

Olivia Carbone

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