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Sponsor Sunday – È finita l’era delle crypto?

Il mercato delle criptovalute sembra essere in una crisi profonda, come preannunciato dal così detto ‘inverno delle crypto’. A seguito dello scandalo FTX – precedente sponsor Mercedes – conclusosi con l’arresto dell’ex-patron Sam Bankman-Fried, altri players del settore sembrano essere in grande sofferenza. Come riportato in precedenza, crypto.com stessa, partner della Formula 1 ma anche di Aston Martin, ha subito una rapida svalutazione del proprio token Cronos in autunno. Questo a causa delle speculazioni che vedevano la società coinvolta in uno scambio fittizio di denaro, movimento che aveva destato sospetti fra gli investitori.

Queste due notizie hanno portato l’industria delle sponsorizzazioni a rivalutare l’effettivo ritorno sull’investimento dell’associazione con queste aziende che, dopo un boom iniziale nel 2021, sono ora in rapida discesa.

Il divorzio Ferrari – Velas: persi 28 milioni di euro.

A confermare l’idea di un vero e proprio inverno delle criptovalute si aggiunge Ferrari, che taglia i rapporti con Velas. Il brand svizzero era uno dei marchi più visibili sulla F1-75 del 2022, con il proprio logo posizionato sull’alettone posteriore.

Crypto in Formula 1: divorzio Ferrari e Velas
Crediti: dal sito Motorsportweek.com

La partnership con Ferrari era stata annunciata con un accordo di lungo periodo, sottolineando anche il proprio impegno nel motorsport anche attraverso la title-partnership con il reparto E-sports di Ferrari. A causa di complicazioni non ancora illustrate da entrambe le parti – si presume una difficoltà a rispettare i propri obblighi finanziari da parte di Velas date le difficoltà nel settore. L’accordo sembra essersi interrotto bruscamente e ora la questione dovrebbe svilupparsi per vie legali.

Ferrari avrebbe dovuto rinunciare a 28 milioni di euro, più altri 24 derivati dall’interruzione della partnership con Snapdragon. Il marchio di Qualcomm avrebbe interrotto il contratto con Ferrari a causa di una scelta tecnica del CEO Ferrari Benedetto Vigna, che data la sua esperienza pregressa nel settore, avrebbe preferito dei processori di un’azienda rivale per le macchine del cavallino.

Un quarto delle entrate totali di casa Ferrari sembrano mancare ed ora è aperta la caccia agli sponsor. Data l’appetibilità dello sport in questo preciso momento e soprattutto, l’aurea d’oro del cavallino, molte sembrano le aziende intenzionate a coprire i buchi lasciati da Velas e Snapdragon.

Quale sarà il futuro delle sponsorizzazioni?

Altri brand di crypto scomparsi dalla Formula 1 sono ICM e Fantom per AlphaTauri, Tezos per Red Bull (che però mantiene il logo di ByBit fra la propria rosa di sponsor), e Virtua per Williams. I motivi sembrano essere gli stessi dei rivali sopra citati, la profonda crisi nel settore non rende più sostenibile per questi marchi una sponsorizzazione in Formula 1. D’altra parte, la reputazione di un brand influisce anche sul team a cui questo si associa. Data la dubbia moralità di molti player dell’industria, una dovuta due-diligence da parte delle scuderie sembra essere necessaria.

La domanda da porsi ora è: quale sarà il prossimo settore che investirà pesantemente in Formula 1 ora che le crypto sembrano essere andate? Chi prenderà il loro posto?

Martina Spinello

Laureata in Economia all'Università degli Studi di Padova e studentessa magistrale di Entrepreneurship and Innovation, seguo la Formula 1 da quando Schumi vinceva i mondiali con la Rossa. Affascinata dall'aspetto economico e politico che sta dietro al Motorsport, scrivo per Multiformula articoli riguardanti le dinamiche che muovono il Circus.

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