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Hamilton e Leclerc: una situazione infuocata in casa Ferrari

di Riccardo Formenti

Dopo il Gran Premio del Messico in casa Ferrari si respira un clima tesissimo, anche in vista della fine della stagione. Una mancata vittoria, quasi obbligatoria in Messico, a causa dello screzio tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Un duello in pista ma soprattutto un “botta e risposta” di dichiarazioni che potrebbe aver certificato la fine di ogni apparente diplomazia tra i due.

Hamilton: “niente sconti” nei confronti di Leclerc

Lewis Hamilton, sia in alcuni team radio sia nella conferenza stampa alla fine del GP del Messico non ha usato “mezzi termini” per criticare il compagno di squadra e sottolineare l’occasione sprecata di vittoria. I due team radio incriminati recitano più o meno:” Pare che sia stato buttato fuori dal mio compagno di squadra” e quello più o meno verso alla fine della gara: “Abbiamo grandi problemi”. Nelle conferenze post GP ha poi rincarato la dose:” La doppietta era alla nostra portata, ma il contatto alle prime curve ha compromesso i piani. Quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te e perdi posizioni in quel modo, la situazione si fa dura. Non c’entra l’età, il ragazzo ha 28 anni. È una questione di mentalità: la logica del ‘o la va, o la spacca’, del ‘o vinco io, o nessuno’. E non dovrebbe andare così.“. Dichiarazioni che pesano tanto, soprattutto perché sono delle accuse dirette al compagno di squadra. Si può essere d’accordo o meno con Lewis ma ciò che forse l’inglese, 7 volte campione del mondo e uno dei migliori piloti anche per l’esperienza, dovrebbe tenere a mente è un vecchio detto italiano: “I panni sporchi si lavano in famiglia”. Soprattutto perché la situazione in Ferrari già da diversi anni non è delle più limpide e serene e alimentare la tensione anche con i media potrebbe peggiorare l’ambiente di Maranello.

Leclerc: non accusa direttamente Hamilton

Partiamo dal presupposto che le dichiarazioni di Leclerc sono solo quelle della conferenza stampa post GP del Messico, poiché questo giovedì in Brasile era assente per la nascita della sua prima figlia. La dichiarazione principale è stata: “Parlerò con Lewis dell’accaduto in partenza, ma penso che non ci sia molto da discutere perché non c’è stato un contatto e nessuno dei due ha fatto la curva. Non so se Lewis voleva farmi retrocedere in terza posizione, la sua manovra era davvero al limite. Potrei anche essere scontento di quanto mi abbia spinto fuori pista all’uscita dalla prima curva, ma fa parte della gara. Quando si lotta per la vittoria, è così che deve andare. Ne parleremo all’interno della squadra per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro”. Charles non si prende la piena responsabilità del contatto, ma con più discretezza di Lewis preferisce sottolineare il fatto che queste siano situazioni da discutere all’interno del team. Certo, una velata accusa verso il compagno di squadra c’è, sicuramente meno diretta di quella di Hamilton. In generale comunque, sia da una parte che dall’altra, i rapporti tra i due sembrano ormai sull’orlo di spezzarsi definitivamente.

Vasseur: critica tutte e due ma deve anche gestirli

Fred Vasseur, team principal, è parso giustamente molto contrariato da ciò che è successo in pista tra i due. Dichiara infatti:”Il risultato è che avevamo una vittoria sul tavolo, uscendo dalla prima curva ai primi due posti in Messico, dove l’ultimo sorpasso sarà avvenuto nel ’72. Quando sei primo e secondo non immagini mai di poter perdere la gara, ma siamo stati in grado di farlo”. Tanta frustrazione da parte del caposquadra, che ora però si dovrebbe limitare a gestire la situazione internamente. Sicuramente non sono due piloti semplici da conciliare e anche le migliori guide dei team alcune volte hanno fallito. Vedi Ron Dennis con la coppia Senna-Prost o Toto Wolff con Rosberg-Hamilton. L’ultima rivalità così accesa in Ferrari è stata probabilmente quella Villenueve-Pironi, nel 1982.

Il bene della squadra prima di tutto

Ciò che si ritrova in tutte le dichiarazioni dei due piloti è però una sola cosa: il voler far migliorare la squadra. Come si può far lavorare bene una squadra, se i due componenti più importanti che la compongono non riescono ad accordarsi? Prendiamo come esempio Hamilton. Si può comprendere come si possa non andar d’accordo con il proprio compagno di squadra per vari motivi. Ciò che però appare quasi inaccettabile è il fatto che Lewis si lamenti costantemente nei team radio con il team. Alcune cose, per esempio gli screzi con il compagno di squadra, potrebbero essere gestite internamente e non nel bel mezzo di un GP. Più che altro un pilota del calibro di Hamilton, con l’esperienza che ha, sa benissimo come tutto ciò non interessi molto alla squadra durante il GP. Lui si difende affermando che la tensione in gara prende il sopravvento nei team radio, ma per le dichiarazioni ai media non si può dire di certo la stessa cosa. Per Leclerc il discorso è diverso, perché da una parte non critica direttamente in stampa ma dall’altra sta mostrando segnali di nervosismo.

Dunque, l’acceso diverbio tra Hamilton e Leclerc come si risolverà? L’unica cosa che sappiamo è che quest’ultima parte di stagione potrebbe cambiare gli equilibri in casa Ferrari.

Riccardo Formenti

Nato nel 2010, fin da piccolo sono stato circondato da auto di ogni genere, vivendo vicino al circuito di Monza. Mi piace parlare e scrivere di tutti gli sport, in particolare di motorsport e calcio.

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