di Aurora Loffredo
Ancora una volta si torna a parlare della FIA e, in particolar modo del suo presidente Mohammed Ben Sulayem. Dopo le numerose controversie dalle sue dichiarazioni sulle donne e su come la Formula 1 non dovrebbe essere politica, l’ultima proposta avanzata dell’emiratino ha acceso un nuovo dibattito, riportando al centro dell’attenzione il tema della democrazia nella Federazione.
Sarà infatti oggetto di discussione e votazione all’Assemblea Generale della FIA di questo mese la proposta di eliminare il limite di tre mandati per le cariche dirigenziali dell’organizzazione, inclusa la presidenza. L’ex presidente Todt aveva introdotto questo limite, dopo il lungo mandato di Max Mosley, rimasto alla guida della FIA dal 1993 al 2009.
Se la modifica dovesse essere approvata, verrebbe meno il limite attuale di 12 anni. Ciò consentirebbe a Ben Sulayem di rimanere potenzialmente “a vita” alla presidenza. Una prospettiva che ha suscitato numerose preoccupazioni, soprattutto alla luce delle recenti critiche rivolte alla gestione della Federazione. Già nelle ultime elezioni, infatti, Ben Sulayem si era trovato sostanzialmente privo di veri concorrenti. L’esclusione di Laura Villars e di Tim Mayer dal processo elettorale aveva alimentato dubbi sulla reale apertura e competitività del sistema di governance della FIA.
Per questo motivo, le promesse di democrazia, trasparenza e pluralismo che avevano accompagnato l’inizio della sua presidenza vengono oggi guardate con crescente scetticismo. Secondo i critici, il progressivo accentramento del potere rischia di allontanare la FIA dai principi che Ben Sulayem aveva dichiarato di voler difendere.
La proposta è stata avanzata per stabilire un approccio coerente al mandato in tutti gli organi della FIA, simile a quanto accade per i Consigli mondiali e il Senato. Oltre alla carica del Presidente FIA, a essere interessati da questa riforma sarebbero anche il presidente del comitato anti-doping e il capo del comitato budget-cap della F1.
Proprio su questo tema è intervenuto Tim Mayer, uno dei potenziali canditati esclusi dal processo elettorale insieme a Laura Villars. In un’intervista alla BBC Sport, Mayer ha espresso le proprie preoccupazione riguardo alle abolizioni del limite di mandato e alle conseguenze che ciò comporterebbe per il futuro della governance della FIA. Queste le sue parole:
“I limiti di mandato non sono un dettaglio burocratico. Sono una salvaguardia fondamentale del buon governo, riconosciuta come essenziale per prevenire la concentrazione del potere, garantire il ricambio della leadership e mantenere la responsabilità nei confronti di coloro che un’organizzazione è chiamata a servire.”
Crediti immagine in evidenza: @mohammed.ben.sulayem