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Kimi Räikkönen e Valentino Rossi

Di Chiara Vulduraro

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Campioni dentro e fuori la pista

Formula 1 e Motogp. Due competizioni motoristiche che sono più simili di quello che si possa pensare. Perché, vi chiederete? Quando si parla delle due categorie, i primi due piloti che vengono in mente sono Kimi Räikkönen e Valentino Rossi. Sono due campioni del mondo nati nello stesso anno, nel 1979. Sono due simboli dello sport mondiale. Kimi è l’ultimo campione del mondo con la Ferrari. Valentino è 9 volte campione del mondo, è il pilota che ha fatto la storia della Motogp, con le sue imprese strabilianti e gioie tricolori.

Rispetto e stima reciproca è ciò che li lega. Due anni fa, Valentino Rossi ha complimentato Kimi per aver superato il record di partenze in attivo che era detenuta da Barrichello. L’ultimo campione del mondo della Ferrari ha ringraziato il suo “fan” con un storia su Instagram.

From kimimatiasraikkonen Instagram

Possono sembrare due persone completamente diverse, ma in realtà sono più simili di quel che si pensa.

Somiglianze

Kimi e Valentino hanno delle storie molto simili.

Nel lontano 2000, il finlandese compie degli ottimi tempi durante la due giorni di test al Mugello con la Sauber. La sua velocità impressiona il grande Michael Schumacher, il quale spinge il team svizzero a promuoverlo come seconda pilota, insieme a Heidfeld. La FIA decide così di concedere una superlicenza provvisoria. Kimi ripaga la fiducia di Michael e di Pete Sauber con un ottimo quinto posto al debutto. Nel 2003 passa alla McLaren e vince la sua prima gara in Formula 1. Da quel momento viene denominato “Iceman” dal team boss Ron Dennis; soprannome che diventerà parte della sua identità di pilota.

From Getty Images

Una delle sue gare più memorabili è il Gran Premio del Giappone 2005. Dal diciassettesimo posto riesce a vincere la gara sorpassando Giancarlo Fisichella all’ultimo giro. Kimi nel 2007 entra in Ferrari e vince la gara al debutto con la tuta rossa. In quello stesso anno vince il campionato mondiale beffando le due McLaren: Ferrari dominante dall’inizio, nonostante sembrasse impossibile. Nel 2012 torna in F1 con la Lotus e due anni dopo, torna in Ferrari fino alla fine del 2018. Nel 2019 la Ferrari sostituisce il finlandese con Charles Leclerc e così nel 2019 decide di guidare per l’Alfa Romeo per i successivi due anni.

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Valentino invece impressiona fin dal 1996, dai tempi del 125cc in sella all’Aprilia con cui conquista la sua prima vittoria a Brno. Non passa molto tempo che sale nella classe regina delle moto, la Motogp. Da lì inizia la sua leggenda di “Dottore”. Uno dei gp storici della sua carriera è nel 2008. Lui e l’allora rivale per il titolo duellano corpo a corpo per tutto il gran premio della Laguna Seca. In quella gara abbiamo assistito ad uno dei sorpassi ai limiti dell’impossibile e che rimarrà nella storia del Motogp: al Cavatappi Rossi sorpassa Stoner con due ruote nella ghiaia.

From Getty Images

Un’altra battaglia memorabile è con l’allora compagno di squadra, Jorge Lorenzo, nel 2009. A Barcellona, il duo Yamaha prende il largo su tutti i rivali e combattono fra di loro per la vittoria. Il vantaggio sembra essere di Lorenzo all’ultimo giro ma Vale non si arrende e riesce ad infilare il rivale all’ultima curva per prendersi la vittoria. Sancisce poi il suo nono e ultimo titolo mondiale.

From Martin Heath/LAT

Tutti e due hanno iniziato nei kart ed ora il duo ha la bellezza di 40 anni, Per prima cosa, nonostante nelle rispettive categorie sono degli esperti, nessuno dei due si sente vecchio. Anzi, come ha detto Kimi in un intervista, tutti e due si sentono ancora giovani.

Molti fans, fra cui molti sui social, pensano che siano troppo vecchi per continuare. Il pensiero è che dovrebbe lasciare i loro sedili ai più giovani, considerati più veloci e sono di loro. Ora questo ci può anche stare, ma bisogna anche dire che senza di loro, i due mondi del motorsport, così diversi e così simili allo stesso tempo, perderebbero due figure importantissime.

Un altro aspetto che li accomuna è che tutti e due stanno contemplando il loro futuro.

Differenze

From Tuttomotoriweb archives

A proposito del loro futuro, i due piloti sono molto diversi in questo senso.

Da una parte Kimi vorrà continuare a guidare in F1 fino a quando non smetterà di divertirsi. Per lui, la F1 è un hobby. L’Alfa Romeo sarebbe contenta se Kimi continuasse ad essere l’ambassador del marchio. Kimi è inoltre un ottimo assetto per il team e continuerebbe ad aiuterebbe Antonio Giovinazzi a migliorare. Come sottolineato da Vasseur,

Kimi è diventato uno dei capisaldi del nostro lavoro sui simulatori. Abbiamo fatto grandi passi avanti nel simulatore negli ultimi mesi e Kimi ha svolto un ruolo chiave. È in fabbrica prima e dopo ogni gara e il suo lavoro è un piacere da seguire. Questo dimostra che è ancora molto motivato. Se chiediamo a Kimi di venire al simulatore alle 8, arriva esattamente alle otto con il sorriso sulle labbra”.

Iceman sorridente non lo si vede spesso, perciò questa dichiarazione potrebbe rendere ottimisti i suoi tifosi e gli amanti della Formula 1. Però tutto dipende da lui. Come molte volte ha enfatizzato, comunicherà la sua decisione attraverso i media appena la prenderà, non prima. Perciò dovremo ancora attendere.

Per Valentino Rossi, invece, la questione è diversa. È difficile capire se lui si diverte, guardando i risultati degli ultimi due anni, con la Yamaha prima e con la Petronas ora. La questione è più complicata. L’impressione è che lui si sarebbe voluto ritirare prima, ma non gliel’hanno permesso. Neanche a dirlo.

Valentino è il primo dei due a comunicare la decisione riguardo al futuro. Attraverso una conferenza stampa speciale tenutasi in Austria, il pilota di Tavullia ha comunicato al mondo intero la sua decisione di ritirarsi. Per lui questa sarà la sua ultima stagione in Motogp.

Come sappiamo, hanno due modi diversi di esprimere le loro emozioni. Da una parte abbiamo Valentino Rossi, molto espressivo. Si capisce subito cosa prova nei momenti in cui parla con i media. Per esempio, quando ha parlato della sua decisione di ritirarsi, il pilota di Tavullia era molto triste e dispiaciuto anche se lo si vedeva sereno. Invece Kimi, quando fa il suo lavoro, parla poco durante le intervista e dimostra tutte le qualità di pilota in campo. Può sembrare una persona molto fredda e priva di emozioni, ma non lo è affatto, anzi! Il suo unico scopo, come molte volte ribadito, è di andare il più veloce possibile e godersi la F1.

Per tutti e due, l’importante è fare semplicemente ciò che pensano ciò che sia giusto meglio loro. Non importa cosa pensano gli altri.

Queste sono le loro vite e non bisogna giudicare i motivi per la quale prendono o prenderanno le loro decisioni. Bisogna solo applaudire a ciò che hanno fatto per la F1 e per la Motogp rispettivamente.

Multiformula

-Il motorsport dai giovani per i giovani- Multiformula è un blog nato nel 2020 per condividere la nostra passione per il motorsport, dare spazio a quelle categorie come le Feeder Series di cui si parla ancora poco e soprattutto abbattere i pregiudizi che si incontrano in queste categorie.

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