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10 cose che (forse) non sai su Jeddah

Penultimo appuntamento di una stagione infuocata. La Formula Uno questo weekend correrà a Jeddah in Arabia Saudita.

Scopriamo insieme qualche curiosità!

  • Jeddah
  • Prima volta per la Formula Uno. È un circuito inedito, il secondo della stagione. Tutte le previsioni, quindi, sono frutto di calcoli matematici.
  • I primati di Jeddah. Il circuito saudita farà la storia. È, infatti, il più lungo della stagione con i suoi 6.174 metri e anche quello con il numero di curve più elevato: ben 27. È, inoltre, il cittadino più veloce. Si prevede una velocità massima di 250 km/h. Sarà la terza in notturna dopo Bahrain e Qatar.
  • Il circuito è situato a circa 12 km dal centro città e si affaccia sul Mar Rosso. La sua forma ricorda una forcina per i capelli.
  • La prima per il GP dell’Arabia Saudita. Sarà la prima edizione del Gran premio d’Arabia Saudita, ma non è la prima volta che vetture sportive gareggiano in questa terra. Nel 2020 il Rally fece tappa qui e a febbraio Nyck De Vries vinse la prima gara in notturna della storia della Formula E.
  • Tilke ancora tu? Ebbene sì, è ancora l’architetto tedesco l’artefice di questo tracciato. Questa volta, però, si è divertito parecchio ideando curve particolarmente ampie in un circuito cittadino.
  • Solo 2 vie di fuga. La pista è costeggiata da muretti che delimitano il tracciato e le vie di fuga sono soltanto due. La buona notizia? Finalmente niente track limits. La cattiva? Ogni errore può essere fatale.
  • Giusto in tempo. I lavori per la costruzione del circuito sono stati ultimati giusto in tempo per l’evento. A ottobre la situazione era alquanto critica. I problemi maggiori riguardavano la costruzione del paddock. In questi giorni, però, gli organizzatori hanno diffuso un video in cui si dicono pronti a ospitare la serie regina. Tutto è bene ciò che finisce bene.
  • Pirelli. La Pirelli ha deciso di portare a Jeddah i suoi set di mescole intermedie. Basandosi soltanto sulle simulazioni, infatti, hanno considerato che questo circuito potrebbe essere abbastanza duro per le gomme vista la velocità raggiunta e le numerose curve. La più dura da percorrere è la 13, come rivela lo stesso Mario Isola: “Jeddah rappresenta forse l’incognita più grande di quest’anno visto che la pista è stata completata pochissimo tempo prima della gara. Di conseguenza possiamo contare solo sulle simulazioni fornite da F1 e dai team e su altre informazioni che siamo riusciti a raccogliere per stabilire la nomination delle mescole. L’alta velocità e l’alternarsi di curve veloci giocheranno sicuramente un ruolo importante nel determinare il comportamento dei pneumatici. Jeddah ha più curve di qualsiasi altra pista in calendario e una di queste, la 13, ha anche un banking di 12 gradi, quindi ci sono un bel po’ di fattori che terranno gli pneumatici costantemente impegnati“.
  • Le vetture correranno scariche aerodinamicamente. Le velocità che toccheranno saranno molto elevate e curve abbastanza ampie. La più impegnativa per i freni è l’ultima. I piloti saranno soggetti a una forza G pari a 4,3.
  • Arabia Saudita e diritti umani. Sono state diverse le polemiche che hanno accompagnato l’organizzazione di quest’evento, una fra tutte è la palese violazione di diritti umani da parte del governo saudita. Amnesty International ha criticato aspramente la scelta degli organizzatori. Human Rights Watch, un’organizzazione internazionale, sostiene addirittura che vengano organizzati questi eventi per distogliere l’attenzione delle persone dalle reali condizioni del Paese. Il governo si è sempre difeso dicendo che tutti questi eventi sono un modo per internazionalizzare il Paese e aprirlo verso l’estero. Anche il famoso episodio avvenuto durante i Gp di Formula E ha destato molta preoccupazione. Da parte sua la Formula Uno ha sempre rassicurato tutti assicurando che non avrebbe mai organizzato eventi in luoghi ad alto rischio.

Federica Abonante

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