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10 cose che (forse) non sai su Yas Marina

Siamo giunti all’ultimo appuntamento di una stagione tra le più emozionanti. Come da consuetudine, il mondiale si chiuderà a Yas Marina. Conosciamolo meglio.

  • Una gazzella. Il nome Abu Dhabi letteralmente significa “Padre della gazzella”. Una leggenda locale narra che i primi abitanti della zona siano arrivati proprio lì grazie a una gazzella che andò a dissetarsi a una sorgente.
  • Loeb. Nel 2009 il campione di rally Sebastian Loeb avrebbe dovuto correre sulla Toro Rosso. Aveva partecipato l’anno prima ai testi di GP2, iniziando a prendere confidenze con le monoposto. Il pilota, però, non era in possesso della Superlicenza e la FIA gli negò questa possibilità.
  • Novità. Quest’estate sono iniziati i lavori per apportare qualche modifica al tracciato. In particolare sono 3 le zone interessate. In curva 5 è stata eliminata la chicane che rallentava notevolmente i piloti in favore di una curva più ampia e veloce. Un’altra zona modificata è curva 11, dove per favorire la velocità, è stato eliminato il complesso di curva sinistra-destra-sinistra e, al suo posto, è stata introdotta una curva più morbida. Il terzo e ultimo intervento riguarda le curve che scorrono intorno all’hotel che sono state modificate.
  • Edizioni. La prima edizione si svolse nel 2009 e a vincerla fu un giovanissimo Sebastian Vettel. Dal 2014 ospita la gara finale della stagione.
  • Ferrari World. Sull’isola di Yas Marina, vicino il circuito, vi è un parco divertimenti tutto a tema Ferrari, praticamente un sogno. 176 mila metri quadrati di superficie, tra attrazioni, cinema, galleria delle auto antiche e la riproduzione del paddock. Ospita, inoltre, la montagna russa più veloce del mondo. Famoso è il gigantesco tetto con lo stemma del cavallino rampante.
  • Dramma 2010. Alonso arriva ad Abu Dhabi in testa al campionato con 8 punti di vantaggio su Mark Webber e 15 su Sebastian Vettel. Basta un secondo posto ad Alonso per vincere il titolo. In gara Vettel parte in pole, seguito da Hamilton e Alonso. Subito, però, qualcosa scombina i piani. La Mercedes di Schumacher si ferma in pista e la Force India di Liuzzi la travolge. Per fortuna niente di grave, ma ci vorrà qualche giro dietro la Safety per riprendere la gara. Il giovane talento scalpita in testa alla corsa e, appena la gara riprende, impone un ritmo micidiale. Alonso intanto è quinto, ma, per il momento, va bene lo stesso. Tutto fila liscio fino al giro 11 quando Webber è richiamato ai box per  un cambio gomme dopo aver colpito le barriere. Quella che sembra una necessità si rivela poi strategia e in Ferrari lo capiscono troppo tardi. La Reb Bull ha “sacrificato” Webber per consentire a Vettel di viaggiare indisturbato verso il trionfo. Subito è richiamato ai box anche Alonso e, all’uscita, è in settima posizione dietro a Petrov che ha una velocità di punta maggiore della rossa. Sorpassare diventa allora davvero molto difficile. La gara si conclude così con lo spagnolo in settima posizione e il tedesco in testa. Mondiale perso per la Ferrari e Alonso.
  • Eclissi solare. La gara del 2013 è l’unica nella storia della Formula Uno a essere stata attraversata da un’eclissi solare.
  • Caratteristiche. Il circuito è lungo 5,281 chilometri e conta ben 16 curve. SI gira con una monoposto carica aerodinamicamente. Inoltre, qui i freni sono particolarmente sollecitati.
  •  Circuito made in Italy. Un studio italiano Dromo ha contribuito alle modifiche apportate alla pista.
  • Albo d’oro. Il pilota più vincente su questa pista è lui, Sir Lewis Hamilton a quota 5, seguito da Sebastian Vettel con 3. Per quanto riguarda le scuderie, invece, la Mercedes è in testa con ben 6 vittorie, dietro la Red Bull con 4. Che domenica possa cambiare qualcosa?

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Federica Abonante

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