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Il Covid potrebbe determinare l’esito del mondiale?

Dall’inizio del settantesimo campionato mondiale a luglio 2020 fino ad oggi la Formula 1 ha visto la propria ordinaria routine sconvolta in molteplici maniere a causa della pandemia. Spalti vuoti e pubblico relegato in casa, accessi al paddock limitati e tanti casi di positività nello staff delle squadre e fra i piloti stessi. Il covid potrebbe diventare anche una delle cause determinanti nella lotta a un titolo mondiale (nella massima categoria e non)?

I casi nelle stagioni 2020-2021

Nel corso dei due anni passati sono stati “solo” quattro i piloti risultati positivi al virus durante le due stagioni: Lance Stroll e Sergio Perez che lo hanno contratto fra l’estate e l’autunno del 2020 (sostituiti entrambi da Nico Hülkenberg), Lewis Hamilton a dicembre 2020 (sostituito da George Russell) mentre Kimi Räikkönen a fine estate 2021 (rimpiazzato da Robert Kubica).

E se nel caso di Kimi questa pausa forzata non ha grossomodo condizionato la sua stagione, dato che senza dubbio non aveva fra le mani il volante di una vettura da titolo mondiale, forse invece è andata diversamente per la allora Racing Point e i suoi piloti.

Le conseguenze reali e ipotetiche

Come anche voi ben ricorderete, fino alla vigilia del GP di Abu Dhabi 2020 a contendersi il ruolo di terza forza fra i costruttori vi erano ben tre team: McLaren (che poi effettivamente concluse al terzo posto), la ex Renault e la Racing Point. Sebbene il pilota tedesco chiamato a sostituire prima il messicano (nei due GP gareggiati a Silverstone) poi il canadese (in quello disputato al Nürburgring) sia riuscito in ambo le occasioni a portare punti al team certamente soprattutto l’assenza di Checo potrebbe aver condizionato il risultato finale della squadra.

L’assenza di Lewis Hamilton il penultimo weekend di gara dell’anno 2020 al contrario non ha influito in alcun modo sulla posizione in classifica finale, né sulla sua né su quella della squadra. Il settimo titolo l’aveva infatti già portato a casa mesi prima e anche quello costruttori era da tempo al sicuro. Se invece ipoteticamente il pluri-iridato fosse risultato contagiato lo scorso autunno, nel bel mezzo di una lotta così serrata come quella del 2021 con Verstappen, probabilmente questo problemino avrebbe regalato a tavolino il mondiale all’olandese.

L’opinione di alcuni piloti a riguardo

Molte opinioni contrastanti sono scaturite poi dai piloti, questo in seguito alla domanda postagli loro recentemente riguardo l’utilità delle misure adottate in caso di positività. Il neo campione Max Verstappen ad esempio crede che sia corretto affidarsi alle opinioni dei medici. Mick Schumacher pensa che la viralità del covid sia ancora piuttosto alta per potersi permettere di trattarlo come un’influenza mentre Leclerc ricorda come in alcuni Paesi sia vietato l’ingresso se in possesso di tampone positivo.

A schierarsi sul fronte opposto troviamo invece Perez e Sainz, con in comune un’idea simile. Infatti Checo, non molto tempo fa, ha lanciato una proposta: permettere ai piloti di decidere personalmente se prendere o meno parte al weekend in seguito a un risultato positivo al test molecolare. Carlos l’ha poi seguito a ruota rilasciando alcune dichiarazioni. “Personalmente sento che se prendessi il COVID nel bel mezzo di una lotta per il campionato faticherei ad accettare di saltare una gara se mi sento bene e perfettamente in forma” ammette Sainz. “Potresti fare tutte le riunioni nella tua stanza d’albergo. Arrivare poi al circuito 30 minuti prima con tuta e casco addosso. Giusto in tempo per saltare in macchina”.

Photo by ANDREJ ISAKOVIC via Getty Images

Voi invece cosa ne pensate? Vi sentite di condividere l’idea dei due piloti di madrelingua spagnola o credete che sia meglio sostituire per un weekend il pilota con una riserva?

Gaïa Vanucci

Frequento il quinto anno di Liceo Scientifico e sono appassionata di Motorsport: principalmente qui parlo di Formula 1, di Formula 4 Italiana e di Formula Regional Mediorientale.

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