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Il paradosso del team Trident

Dopo 3 round di Formula 2 e 2 di Formula 3, la situazione nelle due classifiche è piuttosto sorprendente. Se andiamo a guardare, soprattutto, le prestazioni del team italiano Trident ciò che ci appare chiaro è che siamo davanti a un vero e proprio controsenso.

Cosa intendiamo dire? Vi spieghiamo meglio nelle prossime righe…

Formula 3: il lato d’oro della medaglia

In Bahrain e in Australia Trident ha fatto il vuoto, nel vero senso della parola. Il team, infatti, si trova ora a 100 punti tondi tondi in cima alla classifica della categoria, con un distacco di 30 punti dalla rivale Prema Racing e di ben 46 punti dalla terza posizione occupata dalla Hitech Pulse-Eight.

Il duro lavoro del team, quindi, ha già dato i suoi frutti anche se siamo solo all’inizio della stagione. La lineup di piloti creata ad hoc elargisce complimenti alla monoposto che sembra rispondere in maniera quasi perfetta agli stili di guida dei 3 ragazzi. Un team che, come dimostrato nel 2022 e nel 2021, é coeso e conosce la ricetta per avere successo, puntando molte volte anche sull’effetto sorpresa.

Gabriel Bortoleto, la punta di diamante del team, è stato il pilota che maggiormente ha saputo sfruttare finora il potenziale della vettura Trident. Il brasiliano, infatti, occupa la vetta della classifica piloti con 58 punti (con 2 vittorie nelle 2 Feature Race) nella sua prima stagione in Formula 3.

I suoi compagni Oliver Goethe e Leonardo Fornaroli, inoltre, non stanno deludendo le aspettative. Entrambi hanno portato a termine gare incredibili che hanno permesso loro di guadagnare già qualche punto, posizionandosi rispettivamente sesto e nono nella classifica generale.

Con ben 2 rookie e Goethe al suo secondo anno, la lineup del team Trident in Formula 3 non sembra voler arrestare la sua corsa verso i titoli in fretta. Anche il team manager Giacomo Ricci si dice estremamente soddisfatto dei risultati finora ottenuti dal team in Formula 3.

Formula 2: un disastro inaspettato

Al contrario di quanto accade in Formula 3, il team italiano non se la passa bene in Formula 2. La lineup sembrava molto promettente. Con un rookie già conosciuto come Roman Stanek che ci ha sempre abituato a grandi cose negli anni scorsi e un veterano come Clement Novalak che sa di certo il fatto suo, la coppia aveva tutte le carte in regola per stupire. Invece, a 3 round dall’inizio della stagione, la situazione è critica: le classifiche recitano 0 per tutti, team e piloti.

Ma cosa non sta andando?

Nessuno dei due piloti è riuscito a concludere a punti finora, fermandosi al massimo all’11esima piazza. I problemi tecnici, un po’ di sfortuna, l’incompatibilità con la vettura potrebbero essere le cause di questa difficoltà, ma la verità è che nessuno di aspettava un divario così ampio tra loro e gli altri team, al netto di tutto quello che son sempre stati capaci di farci vedere. Molti, ad oggi, pensano che Trident abbia voluto investire tutte le proprie risorse ed energie in Formula 3 ed abbia trascurato la Formula 2, categoria nella quale una macchina mediocre e piloti che ancora non hanno trovato il giusto feeling non formano certo un mix perfetto.

In Australia, per esempio, il team manager Giacomo Ricci giustifica gli zero punti conquistati con “Il risultato odierno di Roman Staněk e Clément Novalak è stato condizionato dalla loro sessione di qualifica e dalla posizione arretrata sullo schieramento di partenza” aggiungendo però che il team è già al lavoro per il fine settimana di Baku, nel quale Trident punta a conquistare i primi punti stagionali senza se e senza ma.

Alessia Di Virgilio

Studentessa di Comunicazione all'Università degli Studi di Milano con una grande passione per la scrittura e il mondo dello sport.

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