di Riccardo Formenti, a cura di Gaia Vanucci
A Monza in occasione del round conclusivo del Campionato di Euro 4, abbiamo avuto il piacere di intervistare il pilota brasiliano Beco Bernoldi. Il ragazzo classe 2009, figlio dell’ex pilota di Formula 1 Enrique Bernoldi, ha corso questa stagione di F4 al fianco di Trident e non ha certo intenzione di fermarsi il prossimo anno.

Come valuti questa stagione?
Penso che sia andata bene. Ho imparato parecchio per quanto riguarda la gestione della gara e, sì, mi sono concentrato principalmente sui sorpassi e sul migliorare a ogni singola gara.
E qual è il tuo obiettivo per il prossimo anno?
Per il prossimo anno il mio obiettivo è praticamente lo stesso: andare lì, migliorare ancora di più, ottenere posizioni ancora migliori e concentrarmi su risultati complessivamente migliori.
Com’è correre a Monza?
È davvero molto bello. Insomma, questo fine settimana è stato un po’ scivoloso e freddo rispetto all’ultima volta che abbiamo corso qui e questo weekend mi sono concentrando soprattutto sul finire la gara, oppure sul sorpassare la gente e sull’imparare quando e come adattarmi quando la pista è un po’ più fredda.
E come ti prepari fisicamente e mentalmente per questo?
A casa mi alleno praticamente in ogni modo possibile e immaginabile, mentre mentalmente non faccio granché: cerco solo di credere in me stesso e di avere fiducia nelle mie capacità.
Tu sei brasiliano, come gestisci la distanza da casa?
Per me va abbastanza bene. Voglio dire, è vero casa mia è molto lontana, ma non ci torno molto spesso. Ci vado solo a Natale ma a parte questo tutta la mia vita è praticamente qui adesso.
E qual è la cosa che ti piace di più delle corse?
Mi piace davvero molto superare gli altri, batterli nella gestione della gara e cose del genere. Mi diverte un sacco e, sì, mi piace parecchio fare sorpassi.
Quindi sei brasiliano e Ayrton Senna è un tuo idolo: qual è la cosa che ti piace di più di Ayrton?
Mi piace Ayrton. In particolare il modo in cui sapeva adattarsi così rapidamente sul bagnato e come fosse così aggressivo in gara… e cercava sempre un’opportunità anche quando non esisteva nemmeno, è questo quello che mi piace davvero molto di com’era lui.
