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Tutto sul circuito di Montréal

È un double header quello che ci attende questa settimana. Dopo il weekend movimentato di Baku, la Formula Uno sbarca oltreoceano, a Montreal. Scopriamo insieme la sua storia e le sue curve

  • muro dei campioni

Storia


Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve sorge nel Parc Jean-Drapeau sull’Isola Notre-Dame. Lo stesso luogo ospitò precedentemente anche l’Esposizione Universale del 1967 e parte dei Giochi Olimpici del 1976.
È stato inaugurato nel 1978, l’anno in cui vinse Villeneuve su Ferrari. È un circuito semipermanente. Una parte è appunto permanente, l’altra è ricavata dalla viabilità ordinaria.
La Formula uno non torna qui in Canada da ben due anni, la motivazione, ovviamente, è la pandemia.

La configurazione odierna non ha subito numerose modifiche nel corso del tempo. Prima i box erano posizionati nel tratto dopo il tornantino e nel tratto successivo erano presenti una serie di veloci cambi di direzione. Negli anni ’80 due incidenti ebbero luogo su questa pista. Il primo nel 1980 vide coinvolti come protagonisti Alan Jones e Nelson Piquet. Nel’82, invece, Pironi si piantò in partenza e venne tamponato da Riccardo Paletti, che nell’impatto perse la vita.

A partire dal 1987, anno in cui il GP non si corse per problemi economici, si cercò di migliorare la sicurezza di questa pista. Principalmente furono inserite chicane. Il problema principale rimangono le vie di fuga. Non è possibile allargarle, per cui la soluzione migliore rimangono i muretti.

Il circuito

La pista è lunga ben 4361 metri e verrano corsi 70 giri. Le curve che i piloti percorreranno saranno 14. Definita come una pista “stop and go” per i lunghi rettilinei e le brusche frenate, metterà sicuramente a dura prova l’impianto frenante delle vetture.


Giro


Il giro inizia subito con rettilineo molto veloce, al termine del quale, il pilota sarà costretto ad affrontare la prima curva scalando dall’ottava alla terza marcia. Sarà fondamentale approcciare bene il cordolo per trovarsi nella condizione migliore per affrontare curva 2. Questa è la famosa chicane denominata la Virage Senna. Un rettilineo separa i piloti da un’altra chicane. È fondamentale avere un’ottima trazione per affrontare questa chicane insidiosa tra i muretti.

Di nuovo piede sul gas verso il tornatino di curva 5. Questo è un punto cruciale della pista. Percorrerlo al meglio significa arrivare bene ad affrontare la chicane successiva e il rettilineo che segue. Altro tratto veloce e altra frenata brusca, quella che li accompagna verso curva 7 e 8. Lo schema si ripete ancora, rettilineo e poi la famosa curva dell’”Epingle”, il tornantino del Casinò. Questo è il punto più lento del circuito, la velocità di percorrenza è di 80 km/h. e via verso il rettilineo più lungo del circuito che ci accompagna fino al famoso “muro dei campioni”. Superato indenne, o quasi, si arriva sull’ultimo rettilineo che porta fino al traguardo finale.

Il “muro dei campioni” è uno dei punti più ostici della pista e gli stessi piloti, dolente o nolente hanno lasciato nel corso dei decenni le proprie “firme.” Da Villenueve fino a Vettel sono moltissimi i piloti che hanno lasciato il segno.

Caratteristiche

I punti ideali di sorpasso sono curva 1-2, Curva 6-7 e Curva 10. Due sono, invece, i tratti in cui sarà possibile utilizzare il DRS: il Droit du Casino e il rettifilo dei box.

A livello aereodinamico, l’assetto sarà di medio-basso carico. Le caratteristiche della pista, infatti, richiedono che la vettura sia estremamente veloce nei rettilinei e stabile in frenata.

L’asfalto non è particolarmente abrasivo, ma gli pneumatici saranno comunque sollecitati dalle brusche frenate alle quali saranno sottoposte.

Il motore sarà sfruttato al 68%, visti i tratti veloci presenti sulla pista.

È una pista particolarmente sfidante per i freni. Il problema riguarderà soprattutto l’usura. Non sarà una questione di temperatura, proprio perché i tratti veloci consentono agli stessi di raffreddarsi, quanto piuttosto l’usura vista le frenate particolarmente impegnative.

Una particolarità riguarda le probabilità di entrata della safety car. Visti i muretti, presenti, le curve, e le poche vie di fuga, le probabilità che vi si dovrà ricorrere sono decisamente alte.

Albo d’oro

Questo è un circuito speciale per Lewis Hamilton. Qui ha conquistato la sua prima pole e vittoria in carriera. Detiene, insieme a Schumacher, il numero maggiore di vittorie, 7. Dando uno sguardo alle scuderie, invece, la pista è colorata di rosso. Ebbene sì, la Ferrari è a quota 11.

Il divertimento è quindi assicurato. La corsa per il mondiale continua.

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Federica Abonante

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