di Aurora Loffredo
Oggi ha preso il via la Rally Dakar 2026 a Yanbu, città saudita affacciata sul Mar Rosso. È il quinto anno consecutivo che l’Arabia Saudita ospita la gara più famosa del deserto, che inaugura ufficialmente la nuova stagione del motorsport.
La giornata di oggi, 3 gennaio, ha previsto un tratto cronometrato di 23 km (con 75 di trasferimento). Seguiranno sei giornate di gara che vedranno la partecipazione di ben 812 partecipanti e 433 veicoli. Il 10 gennaio, nella capitale di Riyadh, i piloti potranno godere di una giornata di riposo prima di riprendere il percorso che li condurrà nuovamente a Yanbu, dopo 7 giorni.
Ad aspettarli, vi sono quasi 8000 km per le auto e 7900 per le moto, preannunciandosi così come una delle edizioni più massacranti della storia.
Il percorso della Dakar 2026
La novità del regolamento vede l’eliminazione della tappa crono di 48 ore, a favore del reinserimento di due tappe Marathon, nella quale i piloti non potranno ricevere assistenza da parte dei propri meccanici durante il bivacco notturno. La prima sarà tra la tappa 4 e quella 5, che condurrà la carovana da Alula a Hail, con oltre 800 km di tratti cronometrati; la seconda sarà tra la tappa 9 e quella 10, per raggiungere Bisha attraversando le dune di Wadi Ad Dawasir, anche queste vicine agli 800 km.
C’è un’altra novità: diverse tappe includeranno punti di assistenza a metà percorso. Lì i piloti troveranno pneumatici, ma potranno anche effettuare riparazioni in corsa che consentano loro di arrivare fino al traguardo di giornata.
È stato inoltre prolungato il tempo di guida alla luce del giorno per auto e camion, riducendo così il rischio di incidenti in fase di sorpasso e garantendo maggiore sicurezza. Le tappe che seguiranno questo modello di navigazione saranno raggruppate in due coppie consecutive, per premiare l’abilità dei piloti delle quattro ruote ed evitare che qualcuno ne approfitti con una partenza tardiva per seguire le tracce di chi li ha preceduti.