Home » Formula 4 » Formula 4 italiana » La Formula 4 di Francesco Braschi

La Formula 4 di Francesco Braschi

Francesco Braschi Formula 4

Il sedicenne rookie si dice pronto a sfidare i suoi avversari

Abbiamo già parlato in precedenza dei talenti nostrani ormai affermati. Francesco Braschi, però, è pronto per prendersi la scena. Ha 16 anni, nato a Pesaro ma vive a Cattolica. Da questo weekend partirà la sua lotta al titolo di campione di Formula 4 italiana con il team Jenzer Motorsport. Nella giornata di martedì abbiamo avuto il piacere di scambiarci quattro chiacchiere.

Ti va di raccontarci la tua prima volta su un kart?

Sono salito per la prima volta su un kart a 7 anni, è una passione che mi ha trasmesso mio babbo perché anche lui ci ha corso. Purtroppo, quando mio fratello ebbe un incidente, mia madre si spaventò molto. Aveva paura a farmi salire di nuovo. Ho fatto giusto tre gare in totale, poi ho smesso. Sono passato direttamente alle macchine, due anni fa, quando ho iniziato a fare i primi test. Si è notato subito che avessi del potenziale quindi ho continuato ed ora eccomi qua, il nuovo campionato sta per iniziare.

Quali sono state le tue sensazioni quando sei entrato per la prima volta in macchina?

Fu incredibile per me salire su una macchina a 14 anni, provare quella velocità. La prima volta che scesi sentii male dappertutto: alla schiena, alle gambe, al collo. Mi sono detto, quindi: “Cavolo quanto è difficile questo sport“. Però è stato bellissimo, la prima volta è stata bellissima e non la scorderò mai.

La scorsa settimana ha partecipato ai test collettivi che si sono tenuti sul circuito francese Le Castellet. Si è detto molto soddisfatto dei risultati ottenuti e del clima che si è creato con la squadra ma anche con il resto della griglia. Vediamo anche le sue sensazioni rispetto allo scorso anno e gli obiettivi che si è prefissato per il futuro.

Quali aspettative hai?

Diciamo che di alcuni test sono rimasto soddisfatto mentre di altri meno. Mi sono detto spesso che forse non ero ancora pronto. Poi ho visto i test in Francia. Nonostante avessi fatto un tempo non molto buono ero distante dalla vetta di qualche decimo. Basta migliorare qualcosa e siamo lì, ne sono uscito molto contento.

Il tuo obiettivo per quest’anno?

Il mio obiettivo è sicuramente quello di vincere qualche gara, arrivare a podio e fare punti. Quest’anno, essendo rookie, posso giocarmi ben due campionati. Incrociamo le dita.

Dove pensi di essere migliorato rispetto all’anno scorso?

Riguardando le gare ed i test dello scorso anno penso a quanto non fossi ancora capace di mettere insieme un giro buono ed allo stile di guida non molto corretto. Giusto l’altro giorno riguardavo delle gare e quasi non mi riconoscevo. Però mi piace capire dove ho sbagliato perché magari mi potrebbe servire in futuro per altre gare.

Qual è il tuo momento preferito della race week?

Dopo le qualifiche, quando il mio ingegnere mi dice: “Sei stato bravo”. A quel punto mi rilasso e mi dico che mancano ancora tre gare. La qualifica è tutto, se fai bene riesci a partire davanti mentre se sei dietro è un problema. La quarantina di macchine in pista di certo non si spostano per te, partire anche solo trentesimo non rende facili le cose dopo.

Parlando della pista, però, il giovane pilota ha fatto parlare di sé anche in altri campionati. In una gara della Formula 4 spagnola, identificata da lui come la migliore della sua carriera, è stato autore di una rimonta strepitosa fino alla quinta posizione. Salvo, poi, sfumare tutto per un contatto a pochi giri dalla fine. Il più recente, quello della Formula 4 UAE con solo due round.

Parlaci un po’ del campionato, come ti è sembrato?

È bellissimo perché è ambientato in un posto favoloso. Girare in pista e vedere il paesaggio tipico del posto era davvero emozionante. Parlando delle gare, ho partecipato a soli due weekend. Era formato da quattro gare ogni turno, mi sono portato a casa due podi in otto partenze. Non male, ma si può sempre migliorare. La prima settimana ho messo a segno delle buone qualifiche rimanendo sempre nella Top 5. In gara, mi sono fatto prendere dall’emozione ed ho dovuto fare una rimonta per colpa della brutta partenza. In quella che reputo la più bella, partivo secondo e ho mantenuto la posizione senza perdere troppo di vista il primo in classifica. La seconda settimana è stata un po’ sottotono per alcuni problemi tecnici, ci siamo giocati tutto in gara 4. Insieme alla squadra abbiamo deciso di tenerci un treno di gomme nuove e sono riuscito a piazzarmi in seconda posizione. È un’esperienza che rifarei subito.

Quest’anno, come accennato in precedenza, correrà nel campionato italiano di Formula 4 con grandi giovani talenti che hanno voglia di emergere. Chi terrà sott’occhio dal primo all’ultimo momento?

Avversari più ostici?

Il mio primo avversario è Oliver Bearman, è velocissimo. Anche Kirill Smal, che conosco dal campionato di Formula 4 negli Emirati Arabi. Ha messo a segno un sorpasso ai miei danni quando stavo per vincere. Montoya non è da meno. Quelli davanti sono tutti fortissimi, devi essere capace per essere lì. Loro tre, però, sono i miei principali avversari. Senza dimenticare il mio compagno di team Santiago Ramos, come si sa, il compagno di team è il più grande rivale. Per ora andiamo d’accordo ma ci siamo già detti che se qualcosa va storto potremmo anche non parlarci per qualche weekend. Alla fine, ciò che succede in pista lì resta, fuori si torna ad essere amici.

Ha come idolo Senna, ma non gli dispiace Lando Norris e il suo umorismo. Dopo le domande legate alla pista, abbiamo voluto conoscere alcuni aspetti del giovane.

Ti senti più realista o sognatore? Quanto conta per te rimanere coi piedi per terra?

È fondamentale essere realisti, me lo hanno insegnato anche i miei genitori fin da piccolo, perché se non lo fai difficilmente farai strada nella vita. Se lo fai, la gente ti giudica molto più facilmente.

Sei superstizioso?

Nella mia famiglia lo siamo molto, soprattutto dopo alcuni avvenimenti dello scorso anno. In un weekend sono stato male tutte e tre le gare, in altre due ho rotto il motore e in altre mi hanno buttato fuori. Questo ci ha portati ad essere superstiziosi. Prima di salire in macchina mio fratello mi dà il pugno e mi tocca la testa, il mio babbo mi fa invece l’occhiolino ma non mi deve dare il pugno perché porta male.

Come vivi la lontananza da casa?

Non è realmente un problema perché riesco a gestire bene vita privata ed impegni stagionali. Sapendo già i miei impegni in calendario, mi organizzo in anticipo per dedicare tempo alla famiglia, ai miei amici e alla mia fidanzata.

Non ci resta che ringraziare il nostro ospite per la sua disponibilità e simpatia, augurandogli un buon inizio stagione! La Formula 4 italiana vi aspetta questo weekend, con Gara 1 sabato 15 Maggio e Gara 2 e 3 domenica 16. Noi, così come Francesco, non vediamo l’ora!

Sara Del Mistero
Alessia Di Virgilio
Gaia Vanucci
Chiara Vulduraro

Gaïa Vanucci

Frequento il quinto anno di Liceo Scientifico e sono appassionata di Motorsport: principalmente qui parlo di Formula 1, di Formula 4 Italiana e di Formula Regional Asiatica.

Un pensiero su “La Formula 4 di Francesco Braschi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna in alto