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F1 | Gran premio di Spagna: preview tecnica

Questo weekend, la Formula 1 ritorna tra i banchi di scuola per sostenere l’esame di maturità per eccellenza del campionato: il Gran Premio di Spagna.

Dopo la parentesi disputatasi in Canada, team e piloti fanno ingresso in Europa, dove ad attenderli vi è il classico appuntamento catalano, presente in pianta stabile nel calendario dal 1991, anno della sua inaugurazione.

Il tracciato di Montmeló è, a tutti gli effetti, un’autentica prova finale che giudica la bontà del progetto di ciascuna squadra e ci restituisce una chiave di lettura più veritiera dei valori fin qui messi in campo. Grazie anche alla completezza – in termini tecnici – della pista, il Gran Premio di Spagna offre la possibilità di evidenziare gli aspetti critici e quelli positivi di ogni singola monoposto, agevolando il lavoro futuro degli ingegneri.

Gran Premio Spagna
Credits to www.circuitcat.com

Andiamo a scoprire insieme quali sono i segreti che si celano dietro i curvoni di questo autodromo!

Le caratteristiche del tracciato:

La pista di Montmeló trova la propria culla in cima ad una collina, distante da Barcellona circa 20 km.

Si tratta di un circuito a tutto tondo, con un senso di marcia orario, che si snoda in lungo e in largo per 4,655 km.

16 è il numero complessivo di curve che dà vita al battistrada catalano: 9 a destra e 7 a sinistra. Dal 2023 il layout ha subito un’importante modifica con la rimozione dell’ultima chicane, portando quindi il numero di curve pari a 14. Ciò che le rende uniche è la loro diversità. Un mix di curve percorse ad alta e bassa velocità con repentini cambi di direzione collegano i diversi rettilinei della pista. Per questo motivo, è indispensabile godere di un’ottima efficienza aerodinamica per trovare il giusto compromesso in ogni punto dell’autodromo.

Un altro aspetto da considerare riguarda la ruvidità dell’asfalto che – in combinazione con le forze laterali generate da curva 3 e 9 e la possibile presenza di sabbia proveniente dalla vicina campagna- stressano particolarmente gli pneumatici, causandone una elevata usura nel corso dei 66 giri previsti di gara.

A supporto dei piloti, Pirelli ha diramato il trio di compound più duro per l’occasione, rispolverando il medesimo treno proposto nella gara di apertura del Bahrain:

  • C1 HARD
  • C2 MEDIUM
  • C3 SOFT

Dal punto di vista strategico, ecco che si fa sempre più plausibile l’idea di una gara su due soste e, in caso di estremo degrado, non è da escludersi una sosta in più per tagliare il traguardo.

I numeri di Montmeló: Gran Premio Spagna

Come ogni circuito che ospita gli eventi di Formula 1, anche quello del Montmeló offre una panoramica di dati e record interessanti.

Basti pensare che 24 dei 33 appuntamenti disputati fin qui sono stati vinti partendo dalla pole position, un dato di certo non scontato che ci fa capire come, partendo il più avanti possibile, viene favorita una gara più lineare e una possibilità più concreta di vittoria rispetto al Canada.

Di questo ci arriva la conferma da parte di Lewis Hamilton e Michael Schumacher, i due piloti con il palmares più ricco in terra catalana con 6 successi a testa. Una terra che sorride, in particolar modo, ad Hamilton dove è riuscito a mettere a segno la sua 100° pole position in carriera.

Tuffandoci nel futuro, ecco che, a partire dal 2026, in Spagna arriverà un secondo gran premio tutto da vivere. Parliamo di Madrid, dove ci attenderà una pista di nuova costruzione in cui si correrà per almeno 10 gran premi consecutivi.

Malika Marwoi Missaoui

Appassionata di motori e tifosissima della McLaren, ama tutto ciò che è relativo all'aerodinamica e alle telemetrie nonostante si intenda più di lingue che di numeri.

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