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Gp Arabia Saudita: Che confusione di Masi e Co.

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A Jeddah abbiamo assistito a una gara folle. Colpi di scena su colpi di scena con una direzione di gara a tratti inspiegabile da parte di Michael Masi.

Primo errore: Bandiera rossa inspiegabile!

Al contrario di quanto accaduto durante la partenza della gara di Formula 2, la partenza della gara di Formula 1 procede in maniera ordinata, senza incidenti o problematiche.

La situazione si complica al 10° giro, quando Mick Schumacher perde il controllo della sua monoposto ed esce di pista impattando contro le barriere. Inizialmente è imposto un regime di Safety Car che permette a diversi piloti, tra cui Lewis Hamilton, di fare il pit-stop.

Dopo tre giri di Safety Car la direzione di gara decide di esporre una bandiera rossa davvero insensata, soprattutto perché le barriere risultavano essere perfettamente agibili. La bandiera rossa ha favorito Verstappen che ne ha approfittato per cambiare le gomme e questo ha fatto infuriare non poco Lewis Hamilton.

Insomma si è trattato di una sospensione di gara inutile che ha causato un effetto domino quasi inspiegabile spezzando la gara.

Problemi con la Virtual Safety Car!

La gara è stata complessa, ma è diventata folle anche a causa delle scelte di Masi. Il direttore di gara non è riuscito a gestire neanche il regime di Virtual Safety Car, iniziato a causa dei detriti ogni due-tre giri senza permettere alla gara di prendere il proprio ritmo.

La trattativa di Masi

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata quando il direttore di gara ha stravolto le regole e ha deciso di offrire una soluzione a Red Bull e Mercedes. Verstappen avrebbe dovuto essere penalizzato per una manovra su Hamilton in seguito alla ripartenza da fermi. Ma poiché quel giro, il 16°, non si era concluso a causa di un incidente nelle retrovie, la Red Bull sosteneva che il suo pilota non dovesse essere penalizzato. Così c’è stata una soluzione alternativa: far cedere una posizione a Verstappen con Esteban Ocon in pole e Hamilton secondo.

In uno sport come questo, dove c’è un regolamento ben preciso, non c’è accordo che tenga. Il direttore di gara ha sbagliato. Il suo compito è far rispettare il regolamento e non scendere a patti con le scuderie.

Purtroppo non è la prima volta, durante questo campionato, che la commissione di gara gestisce la situazione in maniera a dir poco opinabile, pensiamo alla gara di Spa o alle lunghissime investigazioni di San Paolo.

Ciò che è certo è che il campionato è ancora in bilico e manca una gara, l’ago della bilancia sarà ancora Michael Masi o i due campioni saranno in grado di poter lottare liberamente senza intromissioni?

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Elisa Lecis

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