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Lorenzo Colombo: quattro chiacchiere con il giovane talento italiano di Formula 3

Lorenzo Colombo, italiano, 21 anni, è uno dei piloti che si è messo in luce nelle ultime gare di Formula 3. Due vittorie nella Sprint Race, una tolta per questioni di regolamento per la distanza tenuta dalla Safety Car che ancora brucia. Ha riportato alla vittoria il team Campos che non ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, dopo la scomparsa improvvisa del fondatore poco prima dell’avvio del campionato. Lorenzo è un giovane talento italiano che è sempre riuscito ad ottenere buoni risultati, nonostante un budget limitato e che speriamo di veder nuovamente sul gradino più alto del podio, per sentir risuonare ancora una volta l’Inno di Mameli.

Lorenzo Colombo - Formula 3
Fonte: Dutch Photo Agency

Com’è iniziata la tua carriera nel motorsport e com’è nata questa tua passione?

All’età di 5 anni mio papà mi ha portato in una pista di kart e da lì è nato tutto. A 7 anni già correvo. C’è stato un periodo in cui ci siamo chiesti se fosse la strada giusta, un momento di riflessione per capire se fosse uno sport da continuare o meno. Alla fine ho deciso di proseguire e così è iniziata la mia carriera nel mondo dei kart prima e della formula poi.

Dopo i kart ti sei spostato in Formula 4 italiana per due anni e successivamente in Formula Renault per altri tre, ottenendo buoni risultati in entrambe la categorie. Qui hai corso contro piloti come Mick Schumacher, Oscar Piastri e tanti altri che oggi troviamo in Formula 1 e 2. In un ambiente così competitivo, cercavi di carpire qualche tecnica agli avversari o ti concentravi sul tuo lavoro?

Quando ho iniziato in Formula 4 eravamo tutti più piccoli e ovviamente meno esperti. Conoscevo già i miei avversari dai kart, li avevo studiati. Sapevo che traiettorie seguire e conoscevo il loro stile di guida. Quando abbiamo fatto il salto dai kart alla Formula 4 c’è stato tanto da imparare più a livello di retroscena che in pista, come avere una buona relazione con gli ingegneri, con i meccanici.. Erano cose che già erano presenti nel mondo del kart ma qui, ovviamente, sono molto più sviluppate e ho dovuto ampliare le relazioni con i membri del mio team. È fondamentale lavorare bene con le persone.

Passando ora alla categoria in cui stai gareggiando attualmente, come ritieni stia andando il lavoro fatto finora con Campos Racing in Formula 3?

Non è stato un anno facile per noi, due mesi prima dell’inizio della stagione è venuto a mancare Adrián Campos, fondatore della squadra e padre del team manager (A. Campos Jr.). Come team è stato difficile tirar fuori tutto il nostro potenziale, ma pian piano siamo migliorati, riuscendo a sviluppare meglio la macchina. Essendo un rookie non ho molta esperienza in Formula 3, ma ogni volta che indossavo il casco e salivo in macchina capivo che c’era qualcosa che potevo trasmettere al mio ingegnere per aiutare tutta la squadra a migliorare. Insieme abbiamo trovato i punti deboli e i punti forti della vettura e stiamo spingendo per fare il nostro meglio.

Dopo un inizio di stagione difficile, ci sono stati due appuntamenti in cui siamo riusciti ad ottenere un bel risultato grazie alla griglia invertita. Zandvoort è stato un weekend sfortunato, ci mancava qualche centesimo di secondo per rientrare nei primi dodici e non sono riuscito ad ottenere la Reverse Pole. Siamo però diventati più competitivi, siamo migliorati gara dopo gara e ora cercheremo di dare il massimo anche a Sochi, dove si chiuderà il campionato di Formula 3.

Parlando dei successi che hai ottenuto, come hai festeggiato la vittoria? Qual è la prima cosa che hai fatto? Essendo un rookie dev’essere ancora più speciale rispetto all’avere l’esperienza di un anno o due in questa categoria.

È stato un momento veramente felice per tutta la squadra. Appena sceso dalla macchina, sono corso dal team manager, Adrián Campos Jr. Dopo gli eventi che hanno segnato il duro inizio di stagione per lui, si meritava di vedere la Campos sul gradino più alto del podio. Questi due buoni risultati (anche se uno vale solo in pista) sono stati una gioia e un sollievo anche da un punto di vista personale.

L’emozione è stata grande, ma non ci si deve fermare qua, vogliamo continuare su questa strada e ripeterci, ci proveremo di nuovo.

Lorenzo Colombo - Formula 3
Fonte: @camposracing IG

Hai legato particolarmente con qualche pilota con cui condividi la griglia? C’è qualche pilota che puoi definire amico anche al di fuori della pista?

Sì, anche se non abbiamo tante occasioni per incontrarci al di fuori della pista. Non conosco nessun italiano o comunque ci parlo davvero poco. Con gli altri, pur non avendo le occasioni di trovarsi fisicamente fuori dai weekend di gara, ci alleniamo insieme al simulatore, dove corro anche a livello professionale. Mi alleno anche con grandi piloti che sono in Formula 1, ma è difficile poi trovarsi ai Gran Premi perché siamo tutti molto impegnati. Sono comunque un pilota che nel paddock parla un po’ con tutti e non mi faccio problemi su questo.

Alcuni giovani piloti che ne hanno la possibilità sono impegnati anche in altri campionati. Tu hai scelto di correre in un campionato virtuale. Quale ritieni sia il valore aggiunto di correre con un simulatore rispetto che ad un campionato a macchine in pista?

Per correre in altre categorie c’è bisogno di soldi e non tutti possono permetterselo. È comunque un ottimo allenamento, non spezzi mai il ritmo, rimani sempre concentrato, sei sempre sul pezzo. I campionati virtuali sono una buona alternativa. Uso il simulatore da moltissimi anni, già dalla Formula 4. Mi è servito molto in allenamento per capire in modo virtuale come funzionasse la macchina. Negli ultimi due anni, durante la quarantena, ho iniziato a partecipare attivamente alle gare virtuali. Prima non ero a conoscenza di tutti gli eventi che stanno dietro questo mondo e lo consideravo un gioco. Dopo aver conosciuto il Team RedLine invece, il team di simulatore di cui sono membro, ho scoperto l’esistenza di questo universo. Il simulatore è anche un buon modo per vedere a che livello sei come pilota, le macchine sono tutte uguali e puoi azzardare qualche manovra in più rispetto alla realtà.

Lorenzo Colombo - Formula 3
Fonte: Dutch Photo Agency

Quali sono le tua ambizioni per il futuro? Sai già cosa farai il prossimo anno?

Non ho ancora deciso anche se ho già ricevuto delle offerte in altre categorie. Ormai sono sei anni che corro nelle formule e conosco il costo che un pilota deve sostenere per continuare a gareggiare a questi livelli; dovrò valutare le opzioni che mi verranno proposte ed eventualmente anche passare alle macchine a ruote coperte. Sfortunatamente, queste decisioni dipendono molto dal budget che un pilota possiede, ma se si potesse prolungare di un altro anno la mia permanenza in formula, non mi dispiacerebbe. Una volta uscito da questo giro è molto difficile rientrare e l’età è un fattore determinante: in Formula 3 adesso ci sono già piloti che hanno sedici anni.

Quale ritieni sia il pilota più talentoso in Formula 1 al momento? Hai un team o un pilota preferito?

In Formula 1 non conosco personalmente nessuno se non Max Verstappen, con cui corro insieme al simulatore. Ci siamo incrociati due volte di sfuggita nel paddock, siamo entrambi molto impegnati nei weekend di gara in cui potremmo incontrarci. Lui è l’unico che conosco di quel giro ed è un fenomeno. Chi dice che è scarso penso non abbia idea di cosa sia la Formula 1 e di come si guidi una macchina. 

Non tifo nessuno sinceramente, non li conosco, non ho preferenze e non ho una scuderia del cuore, sono neutrale.

Infine, se potessi correre contro uno dei grandi campioni del passato, chi sceglieresti?

Mi piacerebbe correre contro Senna, dipende però da quale macchina usiamo: se corriamo con le vetture di adesso potrei avere una chance io [ride], ma se corriamo con le macchine dell’epoca mi distruggerebbe, è difficile decidere. Dei piloti attualmente in gara mi piacerebbe correre contro Max e Lewis, che hanno dominato negli ultimi anni in Formula 1, oppure contro Lando. Norris ha un talento incredibile e anche nei kart, quando gareggiavamo, guardavo sempre lui per cercare di imparare qualcosa da replicare poi in pista. Era sempre in testa, non sbagliava mai. Sarebbe bello anche incontrare di nuovo i piloti contro cui ho già corso in passato in Formula Renault e in Formula 4, che adesso sono in Formula 2, per sfidarli di nuovo e vedere chi di noi è diventato più bravo.

Lorenzo Colombo - Formula 3
Fonte: Dutch Photo Agency

Intervista a cura di Spinello Martina e Trevisan Giulia Formula 3

Martina Spinello

Laureata in Economia all'Università degli Studi di Padova e studentessa magistrale di Entrepreneurship and Innovation, seguo la Formula 1 da quando Schumi vinceva i mondiali con la Rossa. Affascinata dall'aspetto economico e politico che sta dietro al Motorsport, scrivo per Multiformula articoli riguardanti le dinamiche che muovono il Circus.

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