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Mondiale Formula 1 2023: una riflessione sui trend di mercato

monoposto F1 sulla griglia
Fonte: racingnews365.com

La Formula 1 ha ufficializzato il calendario 2023, composto da 24 appuntamenti e 6 sprint race

Sale il numero di gare previste per la Formula 1 nel 2023, come già annunciato dal CEO di Liberty Media Stefano Domenicali, che punta ad allungare il calendario a 26 gare in futuro. Spicca la new-entry Las Vegas, penultimo appuntamento di stagione in notturna.

Come previsto dal Patto della Concordia, un agreement concordato con tutti i team di F1, al momento il numero massimo di gare possibili è 24. Molti sono stati i commenti negativi, a tratti ironici, da parte del personale impegnato nelle varie squadre presenti in campionato. Negli ultimi anni gli appuntamenti del mondiale si sono allungati, costringendo a weekend back-to-back che stremano il turnover del personale impiegato in gara. L’aggiunta dell’ennesima gara, per giunta con spostamenti logistici che rendono difficile credere che la Formula 1 possa raggiungere un impatto zero sull’ambiente, sembra non trovare molto consenso anche da parte dei fan più appassionati e di lunga data.

Nonostante le critiche negative ricevute dal pubblico e dai piloti riguardo le sprint race, Liberty Media ha optato per raddoppiare il numero di sabati “di gara” per incrementare lo spettacolo in pista. Non c’è da stupirsi, però, in quanto tutte queste iniziative poco care ai fan storici, puntano ad incrementare il fatturato di Liberty Media.

calendario F1 campionato 2023
Fonte: fia.com

I soldi, l’unico vero motore della Formula 1

Da quando è stata acquisita da Liberty Media, la Formula 1 sta subendo un processo di spettacolarizzazione non indifferente. L’obiettivo è trasformare ogni gara in un Super Bowl. Se Bernie Ecclestone vietava i social media, oggi Liberty Media non perde occasione per rendere lo sport un elemento di contorno ad un weekend Tomorrowland-style.

Iniziativa divisiva ma vincente quella della società americana, che sta spingendo la massima categoria del motorsport in regioni del mondo da sempre difficili da influenzare, come gli Stati Uniti. Il mercato americano offre grandi possibilità alla Formula 1 moderna, data la vasta presenza di fan occasionali che però sono attratti dallo spettacolo offerto (quasi sempre) indipendentemente dal contesto sportivo. Liberty Media non punta a creare nuovi appassionati hardcore, non punta alla diffusione in larga scala e all’accessibilità. Il loro obiettivo è attrarre un certo tipo di persone, in modo tale da rafforzare l’aurea hollywoodiana nel paddock. La strategia è chiara anche guardando ai prezzi correnti dei biglietti, in certi casi più che raddoppiati rispetto all’era pre-covid. Se molti gran premi non hanno un metro di paragone come i nuovissimi Miami o Las Vegas, Silverstone offre una chiara conferma di questo.

La polemica sui prezzi di Silverstone

Nonostante manchi quasi un anno, l’account Twitter del circuito di Silverstone ha annunciato poco tempo fa che a breve avrebbe messo in vendita i biglietti per il Gran Premio 2023 ma con una particolarità. Data l’elevata domanda, il sistema avrebbe aggiornato i prezzi al rialzo ogni 90 secondi a seconda del flusso creatosi sulla piattaforma. Il sito, inoltre, offriva la possibilità di accaparrarsi l’accesso prioritario pagando 90 sterline. Dati i prezzi base comunque molto elevati, è facile pensare a come la corsa al biglietto avrebbe spennato molti. Poco dopo l’inizio della vendita, il sito è andato in tilt per sovraffollamento, e il circuito inglese ha dovuto bloccare la vendita. Sui social si sono riversati messaggi di denuncia non molto allegri e molti inglesi hanno riferito di aver prenotato un weekend completo con alloggio e trasferimento per molto meno del prezzo di un singolo biglietto a Silverstone.

critiche alle vendite di biglietti per il Gp di Silverstone
Fonte: uksport.news

Uno sport poco accessibile anche da casa

Al di là delle polemiche sui rincari sui prezzi dei biglietti, un altro problema sulla diffusione mediatica della F1 risulta essere il prezzo degli abbonamenti tv. Con i diritti live acquisiti da molte emittenti come Sky – in Italia ora rinnovati in esclusiva fino al 2027 – in molti paesi non è presente il servizio live offerto da F1TV. Questo costringe molti appassionati a dover sottoscrivere abbonamenti mensili dai 40€ in su, come per esempio in Germania.

Il calo dell’interesse del mercato tedesco sembra infatti essere dovuto alla scarsa accessibilità di un servizio economico e in diretta, generando così meno engagement a livello nazionale. Ciò ha portato anche negli ultimi anni nell’esclusione di un GP in terra tedesca come Hockenheim o il Nurburgring, piste amatissime dagli appassionati e che hanno anni di storia alle spalle. Nonostante la presenza in gara di piloti tedeschi come il quattro volte Campione del Mondo Sebastian Vettel – ormai prossimo al ritiro – e di Mick Schumacher, il mercato tedesco della Formula 1 sembra essere in picchiata.

Sembra quindi che la Formula 1 stia diventando sempre di più uno sport, o per meglio dire, uno spettacolo, per pochi eletti.

Martina Spinello

Laureata in Economia all'Università degli Studi di Padova e studentessa magistrale di Entrepreneurship and Innovation, seguo la Formula 1 da quando Schumi vinceva i mondiali con la Rossa. Affascinata dall'aspetto economico e politico che sta dietro al Motorsport, scrivo per Multiformula articoli riguardanti le dinamiche che muovono il Circus.

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