di Marco Toccalini
Se avete seguite il calcio nella parte finale dell’epoca d’oro in Spagna di Messi e Ronaldo, ricorderete sicuramente il principale sponsor del campionato spagnolo: la banca Santander. Affiancata al calcio dal 2016 al 2023, il suo impatto è stato memorabile, facendo entrare il nome “Liga Santander” nel cuore di tutti noi. Seguendo il motorsport, è probabile abbiate rivisto lo stesso sponsor anche nell’elenco delle aziende che finanzia la Formula 1, e che abbiate fatto il collegamento con la Liga. Da questo caso e dalla memoria di altri è nata la voglia di andare a fare un tuffo nel passato e di ricordare i momenti in cui il calcio e la Formula 1 si sono uniti in, spesso bizzarre, collaborazioni.
I casi più eclatanti del passato
Partnership Sauber – Chelsea FC
Ritorniamo al 2012. La scuderia svizzera Sauber si avvicina a festeggiare i 20 anni di attività in Formula 1. L’occasione merita pubblicità e il board del team sceglie di aprirsi ad un pubblico nuovo ma realisticamente affine: i tifosi di motorsport. Sì, ma di che squadra? La testa va subito al massimo livello possibile, la Champions League, di cui si sono appena disputate le semifinali. Nell’atto conclusivo del torneo si affronteranno Bayern Monaco e Chelsea. Il Bayern è la solita schiacciasassi, ma tra il “carattere tedesco” e la società a maggioranza popolare, non è facilmente avvicinabile. Il Chelsea, invece, sta disputando un torneo da underdog e, caso vuole, come la Sauber sta organizzando dei festeggiamenti per il ventesimo anno di fila nel suo campionato. L’alleanza è scritta.
Le monoposto guidate da Sergio Perez e Kamui Kobayashi iniziano a girare con il logo del Chelsea impresso sul fianco, chiudendo la stagione al settimo posto senza mai brillare veramente. Nel frattempo, il Chelsea batte il Bayern 4-3 ai calci di rigore dopo aver pareggiato 1-1 durante i tempi regolamentarsi con il famoso gol di Drogba, e si porta a casa la prima Champions della sua storia.

Briatore ed Ecclestone proprietari del QPR
Flavio Briatore e Bernie Ecclestone non hanno di certo bisogno di presentazioni. Ciò che potreste non sapere è che nel 2007 erano diventati soci in affari. L’affarista italiano, ex direttore esecutivo della Renault e tristemente noto per il “Crashgate”, e l’imprenditore britannico, storico patron commerciale della F1 dal 1987 al 2017, si erano infatti uniti nel diventare proprietari di maggioranza del QPR. Acronimo per “Queen’s Park Rangers”, il QPR è tra i nomi storici del calcio inglese. Ai tempi dell’acquisizione, però, versava da una decina d’anni in una grave crisi economica e societaria. L’arrivo dei due paperoni della F1 contribuì in parte a risollevare la situazione. La stagione 2010-2011, infatti, si conclude con il ritorno del club in Premier League, nel segno di un maestoso Adel Taarabt.
L’organico per costruire qualcosa di importante c’è. Ciò che manca è la dirigenza. Briatore, compromessosi in un bizzarro tentativo di rebranding del club, era già da un anno stato estromesso da Ecclestone, che aveva accentrato le quote societarie. A seguito di forti contestazioni dei tifosi motivate dalla non competitività degli anni precedenti e dalle accuse di presunti illeciti durante l’ultimo calciomercato, anche Ecclestone decide di ritirarsi dal mondo del calcio, mettendo in vendita il club. Sul mercato, tuttavia, il QPR, ci rimarrà ben poco…
Tony Fernandes proprietario del QPR… e di Lotus Racing
Ad Agosto 2011, il magnate malesiano Tony Fernandes acquista la quota di maggioranza del QPR da Ecclestone. Se siete fan F1 di lunga data, è possibile che questo nome vi dica qualcosa. Fernandes è infatti il fondatore di Caterham F1, conglomerato che prese parte alle stagioni tra il 2010 e il 2014 sotto il nome di “Lotus Racing”, con gli ovvi problemi di diritti che tale nome comporta. L’unione tra calcio e motorsport diede vita ad uno dei più esilaranti teatri dell’assurdo del decennio scorso: i calciatori Dijbril Cisse e Clint Hill visibilmente a disagio durante un’esperienza di guida sportiva su una Caterham 7 guidata a turno da Heikki Kovalainen e Vitaly Petrov. Il momento più alto si ha sul finale, quando i piloti cercano di segnare un calcio di rigore colpendo il pallone con un drift della macchina.
Dal punto di vista sportivo, le attività di Fernandes non hanno ottenuto i risultati sperati. In 4 stagioni in F1, la scuderia non arrivò neanche una singola volta in zona punti. Nel 2014, il default amministrativo della Caterham portò il team a ricorrere ad una raccolta fondi tra i fan per finanziarsi la partecipazione alle ultime gare. Al termine della stagione, la scuderia venne sciolta. Il QPR, invece, rimase di proprietà di Fernandes fino al 2023, facendo negli anni frequente yo-yo tra Premier League e Championship (la serie cadetta inglese). Attualmente, 5 novembre 2026, è saldamente a metà classifica in Championship e le prospettive di cambiamento, positivo o negativo, appaiono limitate.
Superleague Formula
I tifosi di calcio avranno rabbrividito a rileggere il nome “Superleague”. Il progetto, fortunatamente fallito nel 2021, di creare un campionato a parte con le squadre più blasonate e ricche d’Europa, aveva dato vita a mesi di discussioni e polemiche. Ciò che i tifosi probabilmente non ricorderanno, è che già era esistita una Superlega con squadre di calcio, semplicemente in un altro sport. La Superleague Formula fu un campionato di motorsport nato nel 2008. Il format era unico per il periodo. Le macchine, tutte uguali e dotate di motore V12, si sfidavano in qualifiche 1 vs 1 per decidere la griglia della prima gara, che si sarebbe poi ribaltata per la seconda gara del weekend.
Sì, ma il calcio come si connette a tutto ciò? La risposta è presto detta: le scuderie portavano i simboli delle principali squadre calcistiche di tutto il mondo, non solo nomi noti come Liverpool, Milan, Roma, Tottenham e Flamengo, ma anche “potenze locali” distanti dal mainstream euro-latinocentrico, come il Beijing Guoan vincitore della prima stagione. Nonostante un relativo successo derivato anche dal supporto dei club calcistici coinvolti, il campionato ha infine chiuso nel 2011 in seguito a reiterati problemi organizzativi. Di questa particolare esperienza rimane l’albo d’oro, che vede in testa l’italiano Davide Rigon con due titoli pilota. Seppur con 15 anni di ritardo: complimenti Davide.

E adesso?
Alcuni collegamenti tra motorsport e calcio permangono anche nel presente.
Racing Stars Football Cup
Nel Principato di Monaco esiste una squadra di calcio non professionistica che si riunisce per cause sociali. I “Barbagiuans” sono un gruppo di amici del Principe Alberto II, che organizza spesso eventi di raccolta fondi a scopo di beneficienza. Tra questi, dal 2025 c’è l’annuale partita tra i Barbagiuans, a cui per l’occasione si uniscono varie personalità dello spettacolo, e il Team Piloti, composto da coloro che stanno per correre il Gran Premio di Monaco. Sì, perché l’evento è ormai considerato l’apertura non ufficiale della Race Week monegasca. Oltre ad essere un evento importantissimo per l’impatto positivo che crea – le donazioni raccolte nell’edizione 2026 sono andati ad un’azienda che produce navi ospedaliere operanti in acque internazionali – ci permette anche di vedere i nostri piloti preferiti in un campo (letteralmente) diverso, con tutti i meme che ne possono nascere:

Versailles FC
Il Versailles FC è una squadra di calcio francese che milita in Ligue 3, il terzo livello della piramide professionale in Francia. Nel 2024 è salita alle luci della ribalta grazie alla notizia dell’acquisto di una quota del club da parte di Pierre Gasly. Il pilota in forza all’Alpine è infatti diventato il terzo azionista di un club dalle ambizioni forti e dichiarate, tra le quali l’obiettivo di arrivare in Ligue 1 con una proprietà interamente francese. Come detto, attualmente il Versailles è ancora in terza serie, ma l’inizio di stagione è promettente. Dopo 11 giornate su 34, il club è infatti terzo, a 2 punti dal primo posto. La stagione è ovviamente ancora lunga, ma gli facciamo i migliori auguri per il futuro!
Piloti tifosi
Chiudiamo con una sezione più di gossip: che cosa tifano i piloti? Su molti non si hanno notizie certe, ma alcuni non hanno mai nascosto la propria fede. Il nuovo campione del mondo di F1, Kimi Antonelli, tifa la squadra della sua città, Bologna. Lo stesso vale per Leclerc, che tifa Monaco, e Norris, che tifa Bristol City. Il club più tifato dai piloti sembra essere il Paris Saint Germain, tifato da Gasly, Ocon e Hadjar. Altri club con più tifosi sono il Real Madrid, tifato da Sainz e Alonso, e l’Arsenal, tifato da Hamilton e Piastri. Max Verstappen tifa l’olandese PSV Eindhoven, Sergio Perez tifa il messicano Club America, Nico Hulkenberg è tifoso del Bayern Monaco. Gabriel Bortoleto tifa Flamengo, Colapinto è tifoso del Boca Juniors. La scelta più “strana” l’ha compiuta Lance Stroll, il quale tifa Milan.
Pur non sapendo se segua il calcio, facciamo notare che Rafael Camara, neo arrivo in Haas, è di Recife, città più grande della regione brasiliana del Pernambuco. Nato a Recife è anche il miglior tiratore di calci di punizione della storia, Juninho, chiamato per l’appunto “Pernambucano”. Che l’accostamento con una figura così leggendaria gli possa portar bene per il proprio proseguimento di carriera? Noi glielo auguriamo.