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Superlicenza: la Patente che spalanca le porte del Paddock

?:FIA.com

 La carriera dei piloti inizia molto presto, dai kart alla serie maggiore, però, la strada da percorrere è lunga. Come si diventa un pilota di F1? Scopriamo insieme cos’è la famosa Superlicenza, “patente” conseguita dai piloti per poter correre sulle monoposto più veloci del pianeta.

Riguardo all’ambitissima e discussa superlicenza, il tempo si divide tra prima del 2016 e dopo 2016; o sarebbe meglio dire, prima di Max Verstappen in F1 e dopo Max, sì perché il suo debutto da giovanissimo ha fatto molto parlare. I commissari FIA si sono chiesti se allargare così il novero dei papabili ad un sedile, per rendere la F1 sempre più competitiva e rappresentativa, abbia dall’altro condotto la stessa a consentire a giovani, senza neppure la patente di guida, di poter correre fianco a fianco con gente con decenni di esperienza alle spalle.

Come era conseguita prima del 2016?

Il metodo era abbastanza semplice, bastava aver vinto una serie minore come la F3 o la GP2, aver effettuato un test privato nel quale si raggiungessero i 300 km/h ed era fatto, le porte del paddock di Formula Uno si aprivano per il giovane.

Ad oggi invece, i requisiti richiesti sono diversi, oltre ai 40 punti, conseguibili direttamente dai primi tre classificati nella F2 e al vincitore della Indycar, da accumulare in tre anni, si deve essere in possesso della patente di guida, aver conseguito la maggiore età e aver superato un test  di conoscenza. 

I punti si possono conseguire in tre anni di corse nelle serie “minori”. Via maestra è sicuramente la trafila che prevede il campionato di F4, F3 ed infine F2. Diverse polemiche hanno accompagnato la ripartizione dei punteggi tra le diverse categorie, la quale, nel corso degli anni, è cambiata notevolmente.

Prima fra tutte la F3, declassata da possibile pass diretto per la serie maggiore, consentiva di conseguire tutti e 40 i punti richiesti, ad oggi ne assegna 30 al vincitore; anche la GP2 e al WEC sono state declassate dalla riforma del 2016. 

Un posto particolare è riservato al campione di formula E il quale si vedrà assegnati 30 punti.

Sono, inoltre, state prese in considerazione nuove categorie quali WEC LMP2, LMGT Pro e Am, la IMSA, la Super GT, la International GT3 Series e la Sprint Cup series. 

Il Covid si sa ha sconvolto le vite di tutti noi ed anche i piloti si sono trovati a dover far i conti con stagioni ridimensionate, budget ridotti e paesi impossibili da raggiungere; ecco perché la FIA è intervenuta nuovamente lo scorso ottobre, rendendo più morbidi i paletti imposti ai piloti.

Sono passati da 3 a 4, gli anni entro i quali si possono conseguire i punti necessari per la “patente”, i quali non sono più 40 ma 30; questo “sconto”, però,  che verrà applicato solo se i piloti non saranno riusciti a conseguire i punti necessari a causa  situazioni fuori dal loro  controllo o di cosiddetta Forza Maggiore e avranno dimostrato nella finestra di tempo considerata, una eccezionale capacità di guida. La FIA, prevede, inoltre, la possibilità di sottoporre direttamente alla stessa il proprio caso personale. 

Da questa riforma targata Covid non vengono presi in considerazione la Formula E e la DTM.

La questione della Superlicenza fa da sempre discutere e continuerà a farlo, ma siamo sicuri che quest’ultima riforma sia abbastanza inclusiva e consenta a tutti i giovani talenti di avere la possibilità di coronare il proprio sogno?

                                                                                                                                                     Federica

 

Federica Abonante

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