Home » Formula 1 » Nestore Morosini, una grande perdita nel mondo dei motori e del giornalismo.

Nestore Morosini, una grande perdita nel mondo dei motori e del giornalismo.

Il 2020 si è portato via molti dei nostri cari a causa della pandemia che affligge il mondo da ormai quasi un anno. Fra questi, abbiamo dovuto dire addio anche a Nestore Morosini, una grande voce del Motorsport in Italia, morto a 83 anni il 18 novembre all’ospedale Sacco di Milano a causa delle complicazioni da Covid.


Enzo Ferrari insieme a Nestore Morosini

Morosini è stato ex caporedattore del Corriere della Sera, per oltre quarant’anni ha raccontato le vicende della Formula 1 in Italia ma è stato anche un grande appassionato di calcio e basket. Nestore era un giornalista molto stimato e nei suoi pezzi riusciva sempre a trasmettere quelle che erano le sue emozioni, il suo pensiero, il suo cuore. Sapeva farsi amare dal pubblico e dalle persone ed era spesso amico dei piloti di cui scriveva. Morosini ebbe pure una strana relazione con Enzo Ferrari, che era solito criticare i suoi pezzi se non parlavano adeguatamente della sua Scuderia. «Bel pezzo Nestore, ha fatto bene ad esaltare il mio pilota [Villeneuve, NdA] in pole position ma qui non vedo il nome Ferrari da nessuna parte. Non ha mica corso in bicicletta, sa?» rimproverò una volta il Drake. Nonostante qualche piccola diatriba, Ferrari stimava molto Morosini, tanto da mandare proprio Gilles Villeneuve in persona, in veste di autista, per portare il giornalista a pranzare con lui a Maranello.


Nestore fu il primo a scrivere un pezzo sulla dipartita di Niki Lauda dalla Ferrari, grazie ad uno scoop fornitogli da Carlos Alberto Reutemann. Quest’ultimo, compagno di Lauda alla Ferrari, si era appisolato nel caravan della propria scuderia quando sentì Niki e Callisto Tanzi [patron della Parmalat al tempo, NdA] discutere proprio della dipartita dell’austriaco da Maranello in favore della Brabham. Morosini ci ragionò un po’ sopra e valutò attendibilità della notizia prima di scriverla sul suo giornale, settimane in anticipo rispetto alla comunicazione ufficiale. Ferrari e Lauda non furono molto contenti della fuga di notizie, quest’ultimo infatti disse a Morosini nel paddock di Hockenheim: «Tu fatto a me grande casino». Ferrari rimase arrabbiato per un po’ ma alla fine riconobbe la bravura di Nestore, stringendogli la mano dopo una conferenza stampa dove gli disse in dialetto milanese: «Sei bravo, ma te set un gran rumpiball».


Morosini fu uno dei giornalisti che aiutarono a scagionare Riccardo Patrese dalle accuse di omicidio colposo che colpirono il pilota padovano dell’Arrows, a seguito dell’incidente mortale di Ronnie Peterson avvenuto a Monza nel 1978, nel quale era rimasto coinvolto. Allora gli incidenti venivano giudicati da un comitato piloti, in quell’anno formato da Niki Lauda, Emerson Fittipaldi, James Hunt, Mario Andretti e Jody Scheckter. Il comitato accusò Patrese ma, convinti della sua innocenza, Morosini e Marcello Sabbatini [allora direttore di Autosprint, NdA] risalirono ad una serie di filmati e documenti che riuscirono a scagionare il pilota italiano dalle accuse. Dopo tre anni di inchieste, James Hunt fu dichiarato responsabile dell’incidente, proprio colui che per primo aveva puntato il dito contro Patrese.


Con Nestore Morosini se ne vanno molti ricordi e aneddoti della Formula 1 di un tempo ma a noi rimane il ricordo e la testimonianza di un giornalista che fece la storia di questo sport. Un pensiero doveroso va alla moglie Ivana, storica segretaria di Nestore quando era caporedattore al Corriere della Sera, e alle figlie Francesca e Valeria.



Martina Spinello

Martina Spinello

Laureata in Economia all'Università degli Studi di Padova e studentessa magistrale di Entrepreneurship and Innovation, seguo la Formula 1 da quando Schumi vinceva i mondiali con la Rossa. Affascinata dall'aspetto economico e politico che sta dietro al Motorsport, scrivo per Multiformula articoli riguardanti le dinamiche che muovono il Circus.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna in alto