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Alla scoperta del Red Bull Ring

Tra storia, caratteristiche territoriali e tecniche: tutto sul Red Bull Ring

Si torna in Austria, pista da sempre considerata suggestiva dai piloti per le sue curve particolarmente insidiose e per i saliscendi dovuti alla planimetria del territorio austriaco. È una delle piste più corte del mondiale di F1.

  • Austria

Storia

Il Red Bull Ring, denominazione assunta a seguito dell’acquisto da parte della Red Bull, ha subìto nel corso degli anni profondi cambiamenti.

Nel 1961 e nel ’63, a Zeltweg, si svolsero due gare di Formula Uno non valide però per il mondiale. Solo l’anno successivo, nel 1964, si svolse il Primo Gran Premio di Formula Uno.

La superficie particolarmente problematica per le vetture costrinse gli organizzatori a desistere, e la pista fu riservata solo alle gare del Gran turismo e delle vetture sport.

Solo nel 1970, presso L’Österreichring, finalmente la categoria maggiore tornò nella terra a strisce bianche e rosse. La pista lunga 5911 m, caratterizzata da curve particolarmente complicate da percorrere e dalla visibilità ridotta, fu modificata a seguito dell’incidente mortale di cui fu vittima Mark Donohue. L’ultima edizione disputata su questa pista fu quella del 1987 .

Passarono circa 10 anni e, a seguito di lavori di ammodernamento, la F1 tornò finalmente in Austria. La compagnia di telefonia mobile A1 finanziò i lavori e lo stesso circuito prese la denominazione di A1 Ring. La pista fu accorciata, eliminata la salita verso la chicane Hella Licht, e costruirono un nuovo rettilineo parallelo a quello Flatschach. Inoltre, modificarono la curva Bosch, la curva Ridt- quest’ultima allo scopo di ricavare vie di fuga delle quali era priva e che causò diversi problemi- e le due curve a sinistra prima della Texaco- Schikane; i cambiamenti delle curve furono effettuati al fine di diminuire la velocità di percorrenza.

Nel 2004 la Red Bull lo rilevò. Fecero seguito diversi lavori che terminarono solo nel 2010 e fu inserito nel calendario solo dopo quattro anni.

Episodi

Nel 1984 Niki Lauda vinse il Gran Premio d’Austria e con questo il mondiale. Con il suo diretto rivale, Alain Prost, fuori dai giochi e Piquet non più così pericoloso, l’austriaco vinse la gara nonostante un problema al cambio: la quarta marcia infatti non funzionava. Sebbene pensasse di essere costretto al ritiro, si accorse di poter continuare passando dalla terza direttamente in quinta marcia, ed è ciò che fece fino al traguardo.

I tifosi Ferrari ricorderanno anche la gara del 2001 e le polemiche che ne conseguirono. Micheal Schumacher in lotta per il mondiale, si ritrovò dopo i pit stop dietro a Barrichello, in terza posizione; a guidare il gruppo c’era Coulthard. Il brasiliano non era intenzionato a cedere la posizione al suo compagno di scuderia e permettergli di guadagnare punti preziosi per il mondiale. Solo dopo un fermo ordine di scuderia arrivato dal muretto, eseguì l’ordine solo all’ultima curva.

Caratteristiche

La pista è lunga 4318m, caratterizzata da 9 curve.

Austria
Fonte:F1.com
Circuito curva dopo curva

I piloti, alla partenza, percorrono un tratto di rettilineo per poi ritrovarsi in curva 1, una curva a destra in cui è importante la trazione. Un lungo rettilineo in cui è possibile utilizzare il DRS li accompagna verso curva 2, morbida ed in salita. Si sale poi verso curva 3, la cui staccata è la più impegnativa del circuito. Si scende verso curva 4, altro tratto in cui è possibile utilizzare il DRS.

Il secondo settore è la parte parte più veloce del circuito. Si percorre in pieno curva 5, in cui, ancora una volta, è fondamentale la trazione. La successiva è molto simile a quest’ultima, anch’essa molto veloce. È importante uscire bene per poter percorrere al meglio curva 7. La particolarità è che le curve 6 e 7 sono le uniche a sinistra. Si entra nel terzo settore, dove curva 8 è impegnativa proprio perché è in discesa. Arrivati in curva 9, dove l’asfalto è sconnesso, la si percorre in velocità. Anche qui cambia nuovamente l’altimetria, perché i piloti devono salire verso il rettilineo finale.

Caratteristiche tecniche

Il circuito, allettante per i piloti e non solo, immerso nel panorama caratteristico della regione della Stiria, con le sue curve, i continui saliscendi, le numerose chance di sorpasso, è un grattacapo per gli ingegneri: l’usura delle gomme e la temperatura dei freni sono le problematiche alle quali devono far fronte. Questa pista infatti, presenta sette punti di frenata, di cui tre altamente impegnativi.

È un pista in cui il motore è molto sollecitato perché è collocata in altura.

Per quanto riguarda l’assetto, da un lato le monoposto non dovranno essere troppo cariche aerodinamicamente perché, nonostante le curve, è un pista con rettilinei molto lunghi; dall’altro, però, una vettura troppo scarica risulta instabile nelle curve lente.

Ci sarà da divertirsi in questo doppio appuntamento in Austria. La corsa verso il titolo mondiale continua.

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Federica Abonante

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