Formula 1
Gran Premio del Portogallo

Gran Premio del Portogallo

UN GRAN PREMIO NEL SEGNO DELLA NOIA, VINCE CON GRAN MERITO HAMILTON.

Il Portogallo è famoso per tre cose: i pasteis, Cristiano Ronaldo e il gran premio di Portimao. Vediamo cos’è successo!

Come si dice, un gran premio si vede dalla partenza, e questa di entusiasmante non sembra avere molto. L’unico brio sembra essere dato da Norris e Sainz che tentano subito un sorpasso su chi è davanti a loro, accompagnati dalla prima safety car della gara tutta alfa romeo: è infatti Raikkonen a doversi ritirare, avendo rotto l’ala tamponando il suo compagno di squadra.

La ripartenza è invece uno spettacolo. Se c’eravamo lasciati con le posizioni immutate, lo spettacolo ricomincia con un sorpasso di Max Verstappen su Lewis Hamilton, che vuole prendersi di prepotenza la seconda posizione sul sette volte campione del mondo, rimanendo al limite dei track limits. Come una reazione a catena, Lando Norris non solo recupera la posizione su Sainz, che cade in settima, ma anche su Perez, piantandosi in una solidissima quarta posizione.

Il vero protagonista, ancora una volta, è il battibecco tra Verstappen ed Hamilton, che si scambiano le posizioni come se fosse un gioco. Ma un gioco non è, e quest’ultimo ormai in seconda tenta il sorpasso sul suo compagno di squadra, segnando anche il giro veloce.

Dopo 18 giri la situazione è più o meno stabile. Inizia a notarsi un degrado nella gomma rossa, e Vettel, che si era ancorato alla zona punti, viene sorpassato da un Ricciardo che tenta di portare a casa la sua rimonta.

Ma è al ventesimo che Hamilton dice di no, lui vuole questa vittoria, e spalancando l’ala supera Bottas senza pensarci due volte.

Iniziano i primi pit stop, la scelta più quotata è la gomma gialla, e in Ferrari su Leclerc tentano una strategia differenze montando la gomma bianca, che sembra tenere più della media.

TANTI PIT STOP, MA POCA SOSTANZA.

A metà gran premio finalmente uno dei primi tre finalmente decide di fermarsi, ed è Max Verstappen che prova l’undercut su Bottas e monta gomma bianca, e fermandosi anche quest’ultimo, a parità di gomma è l’olandese a prendere la posizione.

Rientra anche Hamilton, che finisce in seconda posizione dietro al messicano Perez, ancora su vecchie gomme gialle. Nel mentre in casa Ferrari c’è un ordine di scuderia, e Leclerc passa Sainz avendo più ritmo, sulla gomma che sembra ormai protagonista del gran premio più dei piloti stessi.

La gara ancora una volta, se non per un bel sorpasso di Ocon su Sainz, si tranquillizza, donandoci un po’ di divertimento solo per via della voce di Toto Wolff che si apre per spronare Bottas a spingere di più.

Al 51esimo giro Sergio Perez non ha ancora fatto un pit stop, e ormai non può più reggere la pressione di Hamilton il quale tranquillamente riprende il comando del gran premio, e lascia che il messicano possa finalmente cambiare le gomme con cui ha dominato, montando le rosse per gli ultimi quindici giri.

Se Sainz sembrava partito bene, a pochi giri dalla fine il degrado sembra troppo alto, e pagando le scelte della scuderia, viene sorpassato da Fernando Alonso in una lotta tutta spagnola, e finendo poi fuori dai punti lottando contro la grande rimonta di Daniel Ricciardo, e l’AlphaTauri di Pierre Gasly.

Bottas punta invece sul giro veloce, ormai rassegnato a rimanere in terza posizione, dietro a chi il mondiale cerca di prenderselo con le unghie e con i denti sin dal primo gran premio. Ma a giocare questo gioco è anche Verstappen, mettendo del pepe sul giro finale.

E così Lewis Hamilton vince il gran premio del Portogallo, il punto addizionale che sembrava dell’olandese, viene cancellato per track limits.

RISULTATI

  1. HAM
  2. VER (+29.148)
  3. BOT (+33.530)
  4. PER (+39.735)
  5. NOR (+51.369)
  6. LEC (+55.781)
  7. OCO (+63.749)
  8. ALO (+64.808)
  9. RIC (+75.369)
  10. GAS (+76.463)
  11. SAI (+78.955)
  12. GIO (1L)
  13. VET
  14. STR
  15. TSU
  16. RUS
  17. MSC
  18. LAT
  19. MAZ
  20. RAI (DNF)

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