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Alla scoperta del Paul Ricard

Tra storia, caratteristiche territoriali e tecniche: tutto sul Paul Ricard

Il Gran Premio di Francia è senza dubbio uno dei più importanti della storia.

Il primo evento fu  organizzato nel 1906 per creare un’alternativa alla coppa Gordon-Bennett. La FIA voleva sdoganare le logiche ed il regolamento della coppa, la quale aveva un limite massimo di vetture partecipanti ed il tutto non contribuiva alla competitività ed allo sviluppo della categoria.

La Francia ospitò sin dalla prima edizione del mondiale organizzato dalla FIA, il 1950, una tappa dello stesso. Gli anni durante i quali la Francia non ospitò il campionato mondiale furono il 1955 a causa del disastro di Le Mans, e il periodo dal 2009 al 2017, per ragioni soprattutto politiche.

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Circuiti

Una delle particolarità del Gran Premio di Francia è che cambiò collocazione diverse volte negli anni. Passò da Le Mans a Reims, Rouen, Clemont Ferrant, Digione, Magny-Cours, fino alle ultime due, in ordine di tempo, svoltesi a Le Castellet.

Il circuito di Le Castellet

Costruito dallo stesso Paul Ricard nel 1970, è a metà strada tra Tolone e Marsiglia.

Nel 1988 proprio sul Paul Ricard perse la vita Elio De Angelis durante un test privato. A seguito di questo tragico incidente, il circuito fu rimodernato per poi essere definitivamente abbandonato nel 1990. Dopo circa 9 anni però, il tracciato di Le Castellet fu acquistato da Bernie Ecclestone, ritornando nel calendario mondiale solo nel 2018.

Storia

La prima edizione del Gran Premio di Francia valevole per il mondiale fu vinta da Juan Manuel Fangio,

Spettacolare fu la lotta tra Arnoux e Villenueve nel 1979, vinta dal canadese su Ferrari.

La Ferrari è la regina indiscussa del Gran Premio di Francia con 17 vittorie. Alain Prost vinse nel 1990 conquistando la 100 vittoria del cavallino.

Nel 2002, Micheal Schumacher vinse proprio qui il suo quinto titolo.

Caratteristiche

 Il tracciato è lungo 5.842 metri e conta 15 curve: 6 a sinistra e 9 a destra.

Si percorre il rettilineo principale, uno dei due tratti DRS per arrivare in curva 1. La chicane di curva 1 e 2 è uno dei punti di sorpasso della pista. Curva 3, 4, 5 e 6 sono molto tecniche, i piloti però devono stare particolarmente attenti all’uscita di curva 7, che devono massimizzare al meglio per poter arrivare bene a percorrere il rettilineo: Il Mistral Straight, dove si raggiungono i 350km/h., il quale è il secondo tratto in cui si può utilizzare il DRS. A seguito di alcune modifiche apportate nel 2018, il rettilineo è stato “spezzato” da una chicane. Si arriva in curva 10 Signes, che si percorre in pieno. Altra curva celebre è le Beausset, dove si sfiorano i 5G. Si entra nel terzo settore, il più tecnico.

Curve tortuose a destra e sinistra si susseguono fino ad arrivare a curva 15, che è quella più lenta di tutto il circuito.

I punti migliori per sorpassare sono al termine del rettilineo principale, staccata in curva 1 ed ingresso di curva 3.

Poiché è una pista dove si alternano curve tortuose e lunghe, gli ingegneri optano per un carico aereodinamico medio.

È famosa per le lunghe strisce d’asfalto al tungsteno colorate, che rendono il circuito meno pericoloso, ma che possono essere particolarmente abrasive per gli pneumatici.

È un circuito abbastanza impegnativo anche per i freni, soprattutto in curva 1, 3 e 8.

L’ultimo settore è particolarmente critico per la trazione, le curve tecniche richiedono alla vettura molta stabilità.

La lotta per il titolo tra Mercedes e Red Bull continua. Dopo i colpi di scena di Baku, la scuderia tedesca sarà riuscita a mettere ordine tra le sue file?

Federica Abonante

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