Formula 1
Sprint Qualifying Race: si o no?

Sprint Qualifying Race: si o no?

Il weekend di Silverstone ci ha lasciato con tanti interrogativi, uno su tutti: è davvero piaciuta la mini gara del Sabato?

È stata la prima uscita per l’esperimento della Sprint Qualifying nel 2021. È stato introdotto in un momento in cui i capi del campionato cercavano di ravvivare il format per i fan ma mantenendo l’integrità dello sport.A tre giorni dal British GP abbiamo raccolto qualche dichiarazione dei piloti.

Ci si aspettava una gara senza troppe emozioni, giocata tutta sul mantenere le posizioni e non prendere rischi. Invece , già dai primi giri abbiamo vissuto ad un eccitante duello tra Verstappen e il pole sitter Lewis Hamilton, vinto poi dall’attuale leader del mondiale, che è sopravvissuto a un piccolo incendio ai freni mentre aspettava sulla griglia.

Dalle parole dei protagonisti si evince infatti come questa gara non sia stata per nulla presa sotto gamba:

All’inizio con la partenza a basso carico le auto prendono vita più velocemente e questo è stato emozionante. Naturalmente le auto sono più veloci ed è quello che ti piace e l’auto è un po’ più viva. È stato divertente rispetto a un’auto pesante e tutto il resto ed è solo lento all’inizio, quindi mi sono divertito di sicuro. […] L’importante è cercare di fare una buona partenza, fare un primo giro pulito e poi provare a sistemarti e seguire il tuo ritmo. Ho provato a pensarci prima di saltare in macchina e quando funziona è fantastico. Penso che alla fine non cambi molto.

Max Verstappen
Max Verstappen Bottas
@F1 Media

Al sette volte campione del mondo Lewis Hamilton però, vedendosi strappare la pole dall’olandese dichiara:

“Non posso dire che mi sia piaciuto particolarmente, ma è bello avere più gare, questo è certo”

Per Valterri Bottas non è cambiato granchè e definisce la gara come:

“È un’altra partenza di gara, che naturalmente è sempre molto emozionante. Ma per me non ha portato cambiamenti “

La reazione generale nel paddock della Formula 1 è stata mista, anche se pochissimi hanno ritenuto che il format fosse un successo travolgente o un terribile disastro.

La maggior parte dei piloti concorda però col fatto che l’ultima parola spetta al pubblico , il maggiore fruitore del cambiamento.

“Mi è piaciuto perché sono andato avanti”, ha detto Lando Norris, quinto. “Ho finito più in alto da dove sono partito, quindi per il punto principale della gara di oggi abbiamo fatto un buon lavoro. Ma lo stiamo facendo per i fan, quindi è più una domanda per me per te [i media], ti è piaciuto di più?”

Il pilota della Ferrari Carlos Sainz era d’accordo con il suo ex compagno di squadra.

“Se (ai fan) piace questo formato, lo accetterò molto felicemente”, ha detto Sainz. “Per noi piloti, onestamente, per me non cambia molto. Mi piacciono entrambi, mi adatterò a qualcuno di loro. Ma ci saranno circuiti, anche oggi abbiamo visto le prime quattro o cinque posizioni, non c’era molto da fare. Forse possiamo trovare altri tipi di cose per ravvivare la cosa”.


In generale sui social c’è stato un primo riscontro positivo, avvalorato ancora di più dalla massiccia presenza di spettatori sugli spalti già dal Venerdi pomeriggio per le “Qualifiche”. Ciò che si recriminava al vecchio format infatti è la mancanza di “azione” del primo giorno, tanto da non attirare abbastanza pubblico. E anche i piloti sembrano apprezzare più azione in pista al posto delle free practice, essendo di indole portati verso il voler competere più che il semplice solo guidare.

“Normalmente sono così annoiato in macchina il venerdì”, “Ieri è stato un po’ più emozionante e c’era ancora un po’ di margine per migliorarsi nelle FP1 per essere pronti per le qualifiche”.

Charles Leclerc al termine della Sprint Qualifying
Charles Leclerc
Charles Leclerc @F1Media

“Vedo che forse in futuro ce ne saranno di più. Sono sicuro che alla gente sia piaciuto, credo sia meglio delle prove libere”.

Sebastian Vettel, Aston Martin

Tuttavia, quello che recriminano in molti è la perdita dell’usanza del giro veloce come prova della pole position. È strano dover parlare di “pole” non più per il giro più veloce (che di norma sarebbe andato ad Hamilton per essere arrivato primo alle qualifiche) ma per quello che conclude i 100km per primo.

“Per me, personalmente, le qualifiche sono dove dovresti ottenere la pole position e ovviamente Lewis era in vantaggio lì“, ha detto Verstappen. “A fine gara non ho provato il vero clamore di quando ho indovinato il giro perfetto e l’ho messo in pole o altro. Quando ho tagliato il traguardo oggi dopo questa gara e [gli ingegneri mi] hanno detto “sì, ottimo lavoro, pole position”, mi sento un po’ come… ho fatto un terzo della distanza di gara e poi sentire che hai ottenuto la pole position per domani, è un po’ dispari.”

@F1Media

Nel complesso, nell’immediato c’era l’atmosfera di un esperimento che non ha entusiasmato ma nemmeno deluso. Per certo c’è bisogno che venga ritoccato qualcosa prima che venga accettata da tutti come una valida alternativa, partendo forse dall’aumento dei punti che la gara può fornire, ma per adesso questo format rimane invariato almeno per il weekend italiano a Monza.

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