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Dennis Hauger: la fortuna di essere nordico

4 vittorie per essere eletto campione          

17 marzo 2003. Questa è la data di nascita del pilota campione di Formula 3 di quest’oggi. Dennis Hauger ha raggiunto un grande traguardo, quello che tutti gli aspiranti piloti di F1 si sono prefissati e quello che, ormai, quasi tutti gli affermati hanno raggiunto: vincere nelle categorie minori. Hauger, da bravo nordico qual è, è riuscito a rimanere freddo, sempre e comunque, per tutta la durata della stagione. E, proprio grazie a questa sua dote, riesce a ottenere ben quattro vittorie stagionali, tre pole e nove podi. Ed è proprio il numero delle sue pole position che lo ha reso Mr. Friday, un nomignolo simpatico per ricordare che ha ottenuto quasi il 50% delle pole durante la stagione.

Il dominio del norvegese, perché solo così si può definire, è stato segnato da cinque momenti più importanti, quelli che lo hanno portato a consolidare sempre più la sua leadership, che non è mai stata realmente intaccata.

Scopriamo insieme quali sono!

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1° momento: Prima pole e prima vittoria stagionali

Dennis Hauger, il venerdì delle qualifiche della Spagna, porta a casa la pole position con soli 6 millesimi a distaccarlo da Doohan. E il giro del pilota della Red Bull Academy era già stato sensazionale. Nei primi due round del week-end non ottiene ottimi risultati, nella prima gara finisce solamente ottavo e nella seconda un contatto con Nannini lo mette fuori gioco. Ma, si sa, non bisogna mai dare nulla per perso: la sua magnifica pole, infatti, è coronata proprio in Gara 3, dove il norvegese, con un’ottima partenza, vince rimanendo sempre il leader.

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2° momento: Una straordinaria rimonta

In Austria, che, in fondo, è anche casa sua, facendo parte della Red Bull Junior Academy, ottiene la sua seconda pole position e 4 punti in classifica. In gara 1, dopo essere partito dodicesimo per la griglia invertita, è autore di una straordinaria rimonta, che non lo porta solo sul podio, ma addirittura ad alzare la coppa più importante sul gradino più alto. E grazie ai due podi a Le Castellet, consolida sempre più la sua prima posizione in campionato.

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3° momento: Terza vittoria su pista impraticabile

Il fine settimana in Ungheria è stato disastroso, davvero tanto, per molti piloti, tra cui il primo rivale di Hauger, Doohan. Proprio quest’ultimo avrà sbarrato un’enorme X nera sulle diverse gare dei round, nella speranza di dimenticarle. Per il norvegese, invece, non tutto è stato da buttare: in gara 3, nonostante la terribile pioggia che impediva di vedere anche la sola Safety Car, supera il suo compagno di scuderia, Arthur Leclerc, e si porta in prima posizione. Inutile dire che quella gara l’abbia vinta e abbia dimostrato di essere forte anche in condizioni di pista davvero impossibili.

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4° momento: A Zandvoort è difficile superare, ma non per Hauger

Pole position e vittoria, una storia già vista e rivista in questo campionato da parte del biondo che fa impazzire il mondo. Ma poco importa, è sempre bello vedere qualcuno di talentuoso vincere e trionfare, specialmente quando dimostra di essere competitivo anche nelle gare non facili. Dopo aver ottenuto il miglior tempo in qualifica, in gara 1 Dennis Hauger sembra sfatare il mito che a Zandvoort sia difficile sorpassare e dalle dodicesima casella finisce la gara in settima. Come se non bastasse, poi, riesce a vincere gara 3, senza intoppi e con grande attenzione.

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5° momento: Sochi, vittoria promessa

Ed ecco l’ultimo momento: la seconda posizione in Gara 1 a Sochi, dove il norvegese ha potuto, e aggiungerei finalmente, mettere un sigillo a un campionato che ha condotto in maniera superba. Dopo essere partito dalla quarta posizione per via della reverse grid, niente sembra poter fermare Hauger che ha un solo pensiero in testa: portare a casa il titolo. E, forse, anche la vittoria, ma questa è un’altra storia.

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Hauger, come tanti giovani con la sua stessa passione, ha lottato con la testa e con il cuore per dimostrare la sua forza e la sua determinazione, facendosi valere. Il modo in cui ha vinto il titolo, la superiorità che ha sempre avuto al confronto con i suoi avversari, non è solo questione di allenamento, ma anche e soprattutto di talento. Dennis Hauger è uno dei talenti più cristallini di quest’epoca del Motorsport, un pilota che non bisogna farsi sfuggire, perché, un giorno, potrebbe diventare importante. Ed è esattamente questo che noi di Multiformula gli auguriamo: di riuscire non solo a ripetersi in Formula 2, ma di realizzarsi, di diventare campione del mondo.

Aurora Loffredo

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