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F1 Sprint: 3 su 3 andate ma i dubbi rimangono

Il Gran Premio del Brasile è stato il terzo e ultimo esperimento della nuova formula di Sprint Race, che ha debuttato a luglio in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone ed è stato replicato a Monza per il Gran Premio d’Italia lo scorso settembre.

Questo nuovo format è stato proposto dalla Liberty Media e in seguito approvato dal Consiglio della FIA e ha totalmente rivoluzionato il tradizionale week-end di gara.

Foto Formula1.it

Il direttore sportivo della F1 Ross Brawn ha dato un giudizio positivo e si è fortemente battuto affinché questo format sia mantenuto anche in futuro: «Abbiamo concordato con le squadre che ci saranno 6 eventi, vogliamo muoverci in modo progressivo, senza cambi radicali perché tutti devono prima adattarsi alle nuove monoposto. È già importante che la F1 abbia accettato questo innovativo format in 3 gare del 2021 per vedere come funzionasse. Vogliamo rendere il sabato un po’ più coinvolgente. Le nuove auto aiuteranno per la capacità di gareggiare tra loro. In discussione la possibilità di dare più punti al sabato per incentivare la corsa. In generale, comunque, la Sprint Race ha migliorato lo spettacolo dei weekend, quindi andremo avanti».

Ma è davvero così?

Era davvero necessario cambiare un format esistente dal primo Gran Premio del 1950?

Come sempre, quando è cambiato qualcosa che sembrava immutabile le opinioni si dividono.

Alcuni sono rimasti soddisfatti di assistere a più azione e competitività a partire dal venerdì. L’obiettivo principale era proprio incrementare lo share coinvolgendo maggiormente sia il pubblico in circuito che i telespettatori durante tutti i giorni di gara.

Altri si dicono ansiosi di vedere come questo formato si adatterà al nuovo regolamento e alle nuove monoposto che debutteranno nel Campionato 2022 convinti che lo spettacolo e l’imprevedibilità non mancheranno.

Non mancano gli scettici:

Reputano la Sprint Race inutile e preferirebbero che si risolvessero i problemi relativi al format già esistente. Affermano che se l’obiettivo era la spettacolarità e l’imprevedibilità allora non è stato raggiunto. In fin dei conti le Sprint Race sono state vinte dai favoriti, quindi non c’è stato lo sconvolgimento sperato e auspicato nella griglia di partenza della gara di domenica. Inoltre, a dirla tutti, nella mini gara del sabato i piloti sono portati a trattenersi per non rischiare eventuali danni alla monoposto, come affermato da Checo Pérez alla fine della Sprint Race di San Paolo:” Avrei potuto recuperare posizioni su Carlos Sainz, ma avrebbe comportato troppi rischi. La gara che conta è domani” .

Insomma, con tre prove alle spalle, si tratta di un concept che ancora non convince al 100% e sul quale si nutrono ancora molti dubbi.

È sicuro invece che la Formula 1 è un mondo avanguardistico in continuo mutamento. Ogni cambiamento richiede del tempo per essere assimilato al meglio; ci siamo abituati all’halo, ai motori ibridi e a tutti i cambiamenti di questi anni e così accadrà anche con la Sprint Race, se sarà confermata negli anni a venire.

Ciò che non potrà mai cambiare è la magia che solo questo sport sa dare. Il fascino della Formula1 sarà per sempre eterno (con o senza Sprint Race).

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere le vostre opinioni!

Elisa Lecis

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