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L’Evento della Domenica: la delusione di chi ci fa sognare

Verstappen lascia la Turchia con la leadership del campionato in tasca, Bottas torna sul gradino più alto del podio dopo un anno. Festa in casa Red Bull che, nella gara celebrativa del motore Honda, vede anche Perez tagliare il traguardo in terza posizione, conquistando un bel po’ di punti per il campionato costruttori. C’è anche a chi questa gara ha lasciato l’amaro in bocca: giù dal podio Leclerc, così come Hamilton, che raggiunge il quinto posto. Ma, se da una parte la Ferrari si dice delusa per il mancato podio del monegasco, la super prestazione di Sainz può far strappare un sorriso, specialmente in vista del 2022.

La Ferrari sconfitta a metà

Giù dal podio. Un’altra volta. Una prestazione ottima quella della Rossa di Maranello che, insieme ai suoi talentuosi piloti, avrebbe potuto costruire un weekend eccezionale. Ma qualcosa continua a non andare.

Il nuovo motore della Ferrari ha decisamente cambiato le cose in meglio: le straordinarie rimonte di Charles nel GP d’Ungheria e quella di Sainz in questa gara ne sono la prova. Lo spagnolo, nei primi 18 giri, ha scalato ben 10 posizioni, ritrovandosi nono dopo essere scattato al via dalla diciannovesima casella. Carlos arriverà al traguardo ottavo a causa di pit-stop durato ben 8 secondi. “Non vi preoccupate, sono cose che succedono” dice, rassicurando il team via radio. Per la prima volta in 7 anni di carriera, questo fine settimana il pubblico internazionale ha deciso di incoronarlo come “Driver of the Day” “Davvero? Non sono mai stato Driver of the Day, ci ho messo qualche anno a diventarlo!”, scherza.

Carlos Sainz

A sorridere meno è Charles che, per l’ennesima volta, si deve accontentare della medaglia di legno. La macchina c’è, il suo talento pure e il brivido, l’emozione del podio per lui mancano da Silverstone, quella della vittoria da due anni. È triste vedere la delusione nei suoi occhi, lui che riesce a far sognare tutto il popolo ferrarista ogni gara, ogni curva, ogni metro. Oggi, come a Soči, il suo muretto si è fatto trovare impreparato: non c’era alcuna certezza, alcuna presa di posizione nella comunicazione pilota-ingegnere e questo ha causato il non rientro al box per il pit-stop. Quando, al cinquantesimo giro, il cambio gomme è stato fatto, ormai era troppo tardi: la Ferrari ha iniziato a cedere in termini di velocità e la speranza del podio a sbiadire. Mancano ancora sei gare alla fine: il tempo per rifarsi c’è.

Niente podio per Hamilton

Anche oggi il sette volte campione del mondo si è dimostrato il cannibale che è: affamato di vittoria, dopo la sua centesima, Lewis ha fatto il possibile per arrivare nelle prime tre posizioni, prendendosi dei grossi rischi in un superlativo sorpasso ai danni di Tsunoda e arrivando pure a spingere Perez verso la pit-lane.

Lewis Hamilton

Se in Russia un’incomprensione con il suo team gli è costata la qualifica, oggi gli è costata la gara: Hamilton non è voluto tornare ai box e, come Leclerc, ha posticipato il pit-stop. Cambiate le gomme subito dopo la Ferrari numero 16, Lewis è tornato in pista ma non è riuscito a guadagnare alcuna posizione, inseguito da un indiavolato Gasly. Arrabbiatissimo, il britannico taglia il traguardo quinto.

Il Sir ha comunque portato dei punti a casa, ma basteranno, alla fine dei conti, a consegnargli l’ottavo titolo di cui è alla ricerca?

Decima vittoria per Bottas e chi ne è uscito sconfitto

Dopo un anno di astinenza, il finlandese torna a vincere; dalla firma con l’Alfa Romeo Racing, Valtteri sembra aver ritrovato se stesso e oggi ha condotto una gara eccezionale sul bagnato. Anche se il suo futuro ormai è altrove, Bottas ha giocato il gioco Mercedes, limitando, per quanto possibile, il recupero di Verstappen e della Red Bull su Hamilton nel campionato piloti e sul team tedesco nel campionato costruttori. Questo mondiale 2021 si conferma essere tiratissimo tra le due squadre e soprattutto tra i due piloti.

Valtteri Bottas

Nessun ritirato, ma, come in tutte le gare, c’è chi ne è uscito sconfitto: al trentasettesimo giro l’Aston Martin richiama Vettel per il cambio gomme, ma la strategia si rileva sbagliata. La pista è ancora troppo bagnata per le slick ed il tedesco scivola letteralmente sull’asfalto. Secondo pit-stop obbligatorio, il quattro volte campione del mondo chiude la gara diciottesimo.

Dietro di lui il connazionale Mick Schumacher che, dopo una qualifica stupenda grazie al quale era riuscito ad accedere al Q2 e guadagnarsi il quattordicesimo posto, nei primi giri della gara ha un contatto con Alonso e torna in pista in diciannovesima posizione.

Giulia De Ieso

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